Magazine Ecologia e Ambiente

Elettricità: interconnessioni record in Europa. Ma solo nel Mare del Nord

Creato il 01 aprile 2015 da Valtercirillo

Elettricità: interconnessioni record in Europa. Ma solo nel Mare del Nord

È stato firmato ieri tra National Grid e Statnett (gestori delle reti elettriche rispettivamente di Gran Bretagna e Norvegia) l'accordo per l'interconnessione elettrica dei due Paesi. Il progetto prevede la più lunga interconnessione sottomarina esistente: circa 730 km da Blyth, sulla costa del Northumberland, a Kvilldal, nella contea norvegese di Rogaland. A livello record anche la capacità di interconnessione, di 1.400 MW.

I lavori per la posa del cavo, per la realizzazione delle due stazioni di conversione e la connessione alla rete elettrica dei rispettivi Paesi termineranno entro il 2021, con un investimento di circa 2 miliardi di euro equamente suddiviso tra Londra e Oslo.

SRealizzazioni simili nel Cavi marini in alta tensione già collegano la Norvegia ai Paesi Bassi e alla Danimarca, la Svezia alla Germania e alla Danimarca, la Gran Bretagna ai Paesi Bassi, alla Francia e all'Irlanda. Un ulteriore collegamento è in fase di realizzazione tra Norvegia e Germania: un cavo lungo 623 km dal 2020 trasporterà sul fondo del mare energia elettrica per una potenza anche in questo caso di 1.400 MW. Ma ci sono anche molte altre interconnessioni in fase di progetto: tra Danimarca e Paesi Bassi, tra Gran Bretagna, Belgio, Francia e Irlanda, tra Irlanda e Francia, addirittura si parla di un possibile collegamento di oltre 1.000 km tra Gran Bretagna e Islanda.

Tutte queste attività in pratica mirano a costituire un nuovo mercato regionale dell'energia elettrica, al cui centro c'è la Gran Bretagna, che non a caso è il Paese che più si dà da fare. Un anello elettrico motivato soprattutto dall'esigenza di aprire i mercati alle risorse rinnovabili del Mare del Nord e dei Paesi circostanti: nell'immediato l'idroelettrico norvegese e in parte anche svedese, poi l'eolico offshore in fase di sviluppo e di progetto, in futuro forse anche l'energia marina.

Si capisce quindi il dinamismo della Gran Bretagna, che è uno dei Paesi più indietro rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione imposti dalla Ue per il 2020 e che non può fare affidamento su rilevanti risorse idroelettriche e tutto sommato nemmeno solari. È invece uno dei Paesi con le maggiori risorse in assoluto di energia marina (una tecnologia che deve ancora fare molti progressi dal punto di vista della competitività e dell'affidabilità) e di eolico offshore.

È proprio quest'ultima tecnologia che può trarre i maggiori benefici dalle strutture di interconnessione che si stanno realizzando. Perché l'eolico in mare, pur offrendo opportunità energetiche superiori all'eolico a terra, è ancora molto più costoso, e uno dei motivi (anche se non il solo) è proprio la necessità di costruire costosi collegamenti elettrici marini, spesso dedicati ad una produzione di energia relativamente limitata, qual è in ogni caso quella di una sola centrale. La possibilità di collegarsi a linee di interconnessione già esistenti (tramite stazioni intermedie da prevedere in fase di progetto) riduce di molto i costi e valorizza non poco l'energia prodotta in mare, che può orientarsi su più mercati.

Le difficoltà non mancano e gli investimenti sono ingenti, ma, come afferma Statnett "pur presentando sfide tecnicamente impressionanti, il progetto di interconnessione fornisce un importante contributo alla crescita dell'energia rinnovabile nei due Paesi e contribuirà ad aumentare la sicurezza e la creazione di valore tanto in Norvegia quanto nel Regno Unito". Da parte sua National Grid non ha difficoltà ad ammettere che "l'accesso all'energia verde proveniente dalle centrali idroelettriche norvegesi aiuterà la Gran Bretagna a vincere le proprie sfide ambientali a prezzi accessibili".

Le interconnessioni che mancano nel Mediterraneo

Quello che va sottolineato è che dietro a questi progetti ci sono precise politiche energetiche a favore di altrettanto precise tecnologie e interessi nazionali.
Niente di male, ovviamente, anche perché in ogni caso l'interesse dei Paesi europei costituisce comunque l'interesse dell'Unione Europea. Se alcuni corrono e altri dormono, è sempre meglio che se a correre fossero solo gli Stati Uniti, la Cina o altri Paesi terzi.

Però non bisogna essere nati intorno al Mare del Nord per sapere che lo sviluppo delle interconnessioni elettriche costituisce un valore non solo economico, ma anche di relazioni e di sicurezza sociale e geopolitica. C'è quindi da preoccuparsi per il fatto che, contrariamente a quanto avviene nel Mare del Nord, nel Mediterraneo non si vedono sforzi per accrescere l'interconnessione elettrica tra i Paesi dell'area.

Perché proprio il Mediterraneo?
Perché è al centro di una vasta area (cruciale per gli approvvigionamenti e per la sicurezza europea) dove è in corso una vera e propria rivoluzione energetica e sociale, che desta nello stesso tempo preoccupazione e speranze. E per concretizzare queste speranze c'è un solo modo: collaborare tutti insieme per costruire soluzioni comuni che garantiscano maggiore sicurezza e maggiore sviluppo.
Ecco: il settore dell'energia è quello che, in questo momento, offre di per sé le maggiori opportunità, perché in ogni caso impone di coinvolgere in un processo comune tutti i fattori di evoluzione che sono in corso. Ricordiamo sempre che l'energia è la principale risorsa dell'economia reale, il fattore indispensabile per garantire adeguati livelli di sviluppo e benessere, ma anche di cultura e libertà individuale e sociale.

Nel Nord Europa sono in gioco interessi nazionali e di mercato. Nel Mediterraneo anche. Ma soprattutto sono in gioco interessi comuni a tutti gli europei: energetici, ma anche politici, di sviluppo e di sicurezza.

La figura qui sotto riporta i progetti prioritari della Ue nel settore elettrico. Si noti la differenza di progetti marini nel Mare del Nord e nel Mediterraneo, tenendo peraltro presente che il collegamento tra Israele e Grecia via Cipro per ora è niente più che una buona intenzione. Fortunatamente ci sono iniziative nazionali che un po' compensano: nel caso dell'Italia, per esempio, Terna ha appena completato l'interconnessione elettrica con Malta (togliendola così dall'isolamento assoluto), dovrebbe a breve iniziare i lavori per quella con il Montenegro e ha in progetto collegamenti con l'Albania, con la Croazia. Ma i grandi assenti restano i Paesi del Nord Africa, che sono quelli che più ne avrebbero bisogno e che sono - potenzialmente - più complementari con i nostri sistemi elettrici.

[ Valter Cirillo]

Condividi...


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :