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Emanuele Severino, Leopardi: la follia è qui davanti ed è reale. In “L’identità della follia. Lezioni veneziane”, a cura e introd. di G. Brianese, G. Goggi, I. Testoni, Rizzoli, Milano 2007, 12. ‘Il raddoppio della follia’, lezione di martedì 7 novembr...

Creato il 19 settembre 2019 da Paolo Ferrario @PFerrario

“ Abbiamo incominciato a definire il ‘destino’ come ‘l’apparire dell’essere sé dell’essente’, ma l’esser sé dell’essente, e l’essente che è sé, dove lo andiamo a cercare, in cielo? No! L’essente è innanzitutto questo che appare. Quando loro sentono dire che nei libri del sottoscritto si afferma l’eternità di ogni essente, non è che si affermi l’eternità di esseri angelicati. No! È l’eternità del pennarello, di questo nostro guardarci un po’ così perplesso in faccia, di ogni istante; è l’eternità di ogni istante, perché ogni istante è essere.
Allora daccapo: stiamo costruendo giochi logici che non si confrontano con la realtà? Cerchiamo di capire che cos’è il confronto con la realtà perché, a questo punto, la realtà con cui ci si deve confrontare è ciò che innanzitutto appare. E che cosa appare? Appare l’esser sé dell’essente non smentisce forse questo che andiamo dicendo sulla follia del ‘divenir-altro’? E la follia non l’abbiamo forse sotto gli occhi? Non è qui reale, la follia?
Non per questo motivo, ma per motivi intrecciati a questo, quel personaggio e pensatore straordinario che è Leopardi arrivò a dire che la follia l’abbiamo qui davanti e che è reale. Intendiamo porci anche noi in questa direzione qui e riconoscere la realtà della follia? Ma per niente! Si tratta – con calma – di guardare che cosa autenticamente si manifesta, prima di aver fretta e dire: <Ma stai dicendo cose che urtano contro ciò che si manifesta>. Noi apriamo gli occhi e vediamo un mondo in cui la legna brucia; noi tra poco ce ne andremo, siamo in continuo movimento. E non è questo quel ‘divenir-altro’ che qui stiamo dicendo che è impossibile? Se le cose fossero semplicemente così, perderemmo tutti il nostro tempo, prima di tutto voi, e poi anch’io, a parlare di queste cose. No. Bisogna considerare qual è la struttura, il senso dell’apparire degli essenti. L’apparire degli essenti smentisce – ecco la questione nuova che abbiamo davanti l’impossibilità del ‘divenir altro’?”
EMANUELE SEVERINO, “L’identità della follia. Lezioni veneziane”, a cura e introd. di G. Brianese, G. Goggi, I. Testoni, Rizzoli, Milano 2007, 12. ‘Il raddoppio della follia’, lezione di martedì 7 novembre 2000, pp. 264 – 265.

da (8) Amici di Emanuele Severino


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