Io lo so che ci sarebbero cose ben più importanti da commentare che non una frase buttata là, diciamolo, un po’ a cavolo di cane. Ad esempio: come cacchio è saltato in testa a Luis Enrique, ieri, di togliere Totti dal campo quando in panchina non c’era praticamente nessuno all’altezza? Perché hai voglia a dire crisi, quella del tifoso è la peggiore di tutte. Però appare così evidente che un ministro della Repubblica, nel nostro caso il titolare della Farnesina Franco Frattini, affermi una corbelleria quando sostiene che Berlusconi si è sentito tradito dall’amico Gheddafi che a un certo punto ha iniziato a trucidare donne e bambini, come se la storia della Libia e la storia personale del Colonello non contassero niente. L’Italia ha fatto i suoi calcoli – si chiama realpolitik – e quando è parso più opportuno, o magari un atto dovuto, si è deciso di intervenire alla stregua di francesi, inglesi e americani. Questo avrebbe dovuto raccontare Frattini all’Avvenire. O qualcosa che assomigliasse vagamente alla realtà dei fatti, insomma. La storiella dell’amicizia delusa, dello sdegno tramutato in rabbia è irrispettosa nei confronti dei cittadini. Il popolo non sempre è bue.