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Ernesto Ferrero: "La scelta del Salone del libro di Milano, frutto di arroganza, supponenza e insipienza"

Creato il 22 aprile 2017 da Gaetano61

 Ernesto Ferrero: scelta Salone libro Milano, frutto arroganza, supponenza insipienza
É stato dal 1998 al 2016 anni l'anima del Salone Internazionale del Libro di Torino, e ieri mattina, in un incontro tenutosi al Circolo della stampa di Torino nell'ambito della formazione professionale dedicata ai giornalisti, Ernesto Ferrero non le ha mandate a dire. Prima di snocciolare la sua analisi sullo stato dell'editoria nazionale, Ferrero si è soffermato sulla manifestazione "Tempo di libri", in corso in questi giorni alla Fiera di Milano, che l'Associazione Italiana Editori ha voluto in alternativa al Salone piemontese, con uno strascico di polemiche tra le due capitali del Nord industriale. 
L'ex direttore editoriale del Salone di Torino, citando le cronache uscite in questi giorni, ha parlato di un sostanziale flop per la poca affluenza di pubblico nella prima giornata dell'evento milanese, la cui genesi ha definito come frutto di "arroganza, supponenza e insipienza", parole che testimoniano senza equivoci come le ferite rimangano ancora aperte. Passando poi al merito del suo intervento, Ferrero ha definito un "problema per la crescita della società civile" e per l'economia in generale, il fatto che il 65% degli italiani non legga nemmeno un libro all'anno. I cosiddetti "lettori forti", coloro che leggono almeno un libro al mese, rappresentano l'1% della popolazione, in cifre assolute 600.000 persone. E il dato è ancora più preoccupante, se si pensa che non dedica il proprio tempo alla lettura di un libro ogni dodici mesi il 38% della nostra classe dirigente. Si pubblicano più libri, anche se meno dell'1% dei titoli pubblicati raggiunge il 50% del mercato delle vendite. Secondo Ferrero, spesso le scelte editoriali seguono i gusti e le aspettative dei potenziali acquirenti, mentre latita l'innovazione, il desiderio di avventurarsi in nuovi campi da esplorare. Le cosiddette élite culturali hanno le loro colpe: per l'ex direttore editoriale del Salone del libro, si caratterizzano per un "conformismo dell'anticonformismo", e per  "un'ideologia conservativa nella difesa della propria eredità". I social imperanti, con la tendenza a proporci i contenuti che condividiamo escludendo quelli che si allontanano dalla nostra opinione, rafforzano la tendenza delle persone a leggere quei  libri che non ci "disturbano", allontanandoci dalla fatica intellettuale del confronto con chi la pensa diversamente. Ferrero ha concluso parlando del valore della lettura per piccoli e anziani, nei primi aiutando il loro sviluppo, nei secondi rallentando i processi degenerativi della mente.
Il Salone Internazionale del libro di Torino si terrà anche quest'anno, dal 18 al 22 maggio al Lingotto Fiere.

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