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Esclusivo: Intervista all’autrice del libro “Tutta colpa dei genitori” Antonella Landi

Creato il 24 febbraio 2011 da Daniele7
Esclusivo: Intervista all’autrice del libro “Tutta colpa dei genitori” Antonella Landi

Tutta colpa dei genitori

Antonella Landi insegna lettere in una scuola superiore di Firenze, dove vive. Firma una rubrica settimanale dedicata alla scuola sulle pagine fiorentine del Corriere della Sera. Per Mondadori ha pubblicato La Profe. Diario di un’insegnante con gli anfibi (2007) e Storia parecchio alternativa della letteratura italiana (2008). Aggiorna quotidianamente il blog contenuto nel proprio sito www.antonellalandi.com. Oggi presenta la sua nuova fatica, sempre edito da Mondadori: “Tutta colpa dei genitori”. Un libro fresco, dinamico, divertente sui genitori degli studenti, sugli studenti e sui loro rapporti con la scuola, l’insegnamento e la profe.

Prima domanda (scontata, di quelle che le avranno fatto i migliaia, così per sciogliere il ghiaccio) Perché è tutta colpa dei genitori?

Perché è a casa, in famiglia, che comincia la vita, la formazione, l’educazione. Perché sono i genitori che lasciano l’imprinting, segnando sulla pelle le caratteristiche che avranno in futuro i loro figli. Perché quando arrivano a scuola, i bambini devono già avere ben chiare le regole su cui si basa la convivenza, devono conoscere i concetti di rispetto e di ascolto. Invece con una frequenza sempre più sconcertante ci arrivano in classe selvaggi presuntuosi e arroganti a cui a casa nessuno ha insegnato l’educazione.

Nella categoria “genitori”, Lei inserisce varie sottocategorie. Il genere e le specie, le numerose nonché curiose tipologie: il genitore assente, il genitore troppo presente, quello che fa i compiti del figlio, quello che si identifica col figlio. Ecco secondo lei, qual è la razza peggiore, di quelle da evitare, da stare alla larga e, quale dovrebbe essere invece l’esempio da seguire, il giusto mezzo forse?

Forse il genitore che causa più danni è quello che vuol fare l’amico del proprio figlio, che si mette al suo livello, gli si propone come complice. I ragazzi non hanno bisogno di avere i genitori (né gli insegnanti) come amici: il loro mondo è pieno di persone con quel ruolo. Il ruolo dei genitori, degli adulti in genere, deve essere un altro.

Devo confessarLe che tra la classificazione che fa degli studenti, io non rientro in nessuna e allo stesso tempo rientro in tutte. Nel senso che, sono insicuro ma non troppo, emotivo ma non troppo, innamorato ma non troppo, bugiardo ma non troppo, anche un pò piagnone e, solo delle volte, influenzabile e ribelle. Come mi definirebbe? Io avevo pensato a Paraculo. Potrebbe essere una nuova categoria interessante per Lei da analizzare?

Di paraculi in effetti è popolatissima la scuola. E non sono affatto una categoria da disdegnare. Ci vuole una certa arte nello specializzarsi in questo settore.

A parte gli scherzi, la cronaca, l’attualità ci racconta che i docenti oggi ne vedono di tutti i colori. Genitori ineducati, alunni che cercano la versione di latino da scaricare sullo smartphone durante il compito in classe, alunne, minorenni, con le minigonne, segretarie arroganti, bidelli che vendono la droga ai ragazzi, direttori scolastici che fanno finta di niente. Sono soltanto leggende? Lei, dall’interno cosa pensa? Cosa vede? Cosa c’è di vero?

La scuola è  fatta dalle persone che la popolano; esistono ottime scuole e ambienti aberranti. Ne ho conosciute di entrambi i casi. La stessa scuola, se vi arriva un’orda di brutta gente a lavorare, docenti demotivati e incattiviti, professori che non amano questo lavoro che è per metà anche una specie di missione, può passare dall’essere una buona scuola a una scuola da evitare. Certo è che l’atteggiamento dei genitori è profondamente mutato in questi anni: anziché remare dalla stessa parte del fiume in cui remiamo noi professori, spesso vanno contro, minano alle radici la nostra credibilità e il rispetto nei nostri confronti dei loro figli. Provocano in questo modo un danno feroce al nostro lavoro.

Domanda politica. indipendentemente dalla destra e dalla sinistra. Le piace la riforma della scuola della Gelmini. Cosa non le piace? Cosa Le piace? Cosa si dovrebbe fare secondo Lei? Al posto del Ministro cosa andrebbe a rafforzare?

Le iniziative del Ministro Gelmini non trovano la mia approvazione perché sono fatte da una persona che palesemente non conosce la scuola e le sue esigenze. La prima operazione di cui la scuola ha bisogno secondo me è un nuovo sistema per il reclutamento degli insegnanti: via queste graduatorie basate sui titoli e premiare invece il merito reale, il lavoro quotidiano svolto in classe, l’approccio con gli alunni, le scelte didattiche, le metodologie. E lasciare che a giudicarci siano i nostri studenti, gli unici capaci di parlar chiaro e dire le cose come veramente stanno.

Progetti futuri?

Sto lavorando al quarto libro, ma non parlerò neanche sotto tortura. Le dico invece che ho appena finito di scrivere un testo teatrale che porterò direttamente in scena in uno spettacolo di musica e scrittura voluto da Francesco Magnelli, ex tastierista dei CSI, insieme alle cantanti Ginevra Di Marco e Cristina Donà e agli scrittori Davide Ferrario e Antonio Pascale. Lo spettacolo è dedicato al 150° dell’Unità d’Italia, ma ha un taglio assolutamente originale. Mi sento profondamente onorata di essere stata scelta per parteciparvi.

Grazie e in bocca al lupo per tutto.

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