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Esplodono gli utili di Amazon e Google, i titoli volano n...

Da Pukos
Esplodono gli utili di Amazon e Google, i titoli volano n...

Esplodono gli utili di Amazon e Google, i titoli volano nel dopoborsa. Utili da capogiro per Amazon, ed il titolo, nel dopoborsa, guadagna oltre 8 punti percentuali polverizzando qualsiasi record precedente, per acquistare una azione del colosso delle vendite online occorrono ora 1.050 dollari.

E ci vogliono più di 1.000 dollari (1.025 in questo momento) anche per comprare una azione Google, naturalmente anche in questo caso si tratta del nuovo massimo assoluto per il titolo del motore di ricerca più noto al mondo.

C’è da meravigliarsi?

Forse no, anzi, certamente no!

Se teniamo conto infatti che ormai da diversi anni queste società fatturano centinaia di miliardi di dollari pagando meno tasse di un negozietto di periferia, capirete bene che aumenteranno sempre a dismisura sia gli utili che il fatturato.

Questo scandalo senza precedenti è la prova più lampante di quanto l’Unione europea sia una gigantesca buffonata, o meglio, sembra proprio sia stata fatta apposta per impoverire i cittadini onesti ed arricchire a dismisura le grandi corporation.

Basterà ricordare, ad esempio, che Amazon, per il suo business in Europa, ha scelto come sede (e paradiso) fiscale il Lussemburgo, concordando con l’allora Premier del Granducato una aliquota semplicemente ridicola. Ebbene sapete chi era quel Premier lussemburghese che ha stipulato quell’accordo con Amazon? Jean Claude Juncker! Sì proprio lui! L’attuale Presidente della Commissione europea.

Ma sono ridicoli anche i governi di Francia, Spagna, Germania e Italia, che insieme fanno il 90% dell’Ue, i quali avevano annunciato, in occasione del Consiglio europeo tenutosi a metà settembre a Tallin, la presentazione di un piano per una tassazione comune nell’Ue.

Che fine abbia fatto quel piano, ammesso e non concesso che sia stato davvero presentato, rimane tutt’ora un mistero.

Ed allora affidiamoci al Commissario europeo per il mercato unico digitale, l‘estone Andrus Ansip, l’ennesimo personaggio politico (è stato più volte Premier del Paese baltico) il quale, dopo vicissitudini varie che lo hanno costretto alle dimissioni dall’incarico di Premier nel proprio Paese, approda a Bruxelles, la capitale belga è ormai diventata infatti un vero e proprio “cimitero degli elefanti”.

Ebbene quella che dovrebbe essere una delle cose più semplici al mondo, ossia far pagare le tasse a questi colossi del web, nello stesso modo in cui le pagano tutti i cittadini normali, per Ansip è “una questione di non facile soluzione”.

Verrebbe da chiedersi: perché????

Per tutte le persone normali sembra una cosa assolutamente banale, tutte le aziende al mondo pagano le tasse, dove starebbe la difficoltà nel farle pagare anche ad Amazon & Co.?

Ansip risponde in questo modo: “Dobbiamo stare molto attenti sul tipo di proposta Ue da avanzare sulla web tax, perché non è facile trovare una soluzione che non danneggi le imprese. Ma ci stiamo lavorando”.

Ma è serio o ci sta prendendo per i fondelli?

Questo Ansip ci sta dicendo che si trova in difficoltà perché ha paura di danneggiare questi super-colossi che fanno profitti miliardari, facendogli pagare le tasse???

Ma stiamo scherzando?

Sapete che nel 2016 Facebook, Apple, Amazon, Airbnb, Twitter e Tripadvisor complessivamente, tutte assieme, hanno pagato in Italia meno tasse della sola Piaggio?

E sapete a quanto ammontano le tasse non riscosse da Google e Facebook nei soli tre anni che vanno dal 2013 al 2015 quando Presidente del Consiglio era il nostro Matteo Renzi ?

A 919 milioni di euro!!!

E poi mandano la Guardia di Finanza a martoriare i piccoli commercianti che non ce la fanno ad arrivare a fine mese!!!

Come facciamo a non ribellarci?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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