Magazine Diario personale

Esseri socialmente utili

Da Stefano @bersatweet

Da alcune settimane, sto seguendo un MOOC ( Massive Open Online Course) sulla piattaforma Coursera, dando così seguito all'impegno preso sul blog Trent'anni e qualcosa: nella sua Lista dei regali che vorrei fare a me stessa, Giulia, al punto 8, si augurava di riuscire a regalarsi il tempo per fare corsi online. La cosa mi solleticava già da alcuni mesi e così ho seguito l'istinto (per una volta, che non si dica che sono troppo ingegnere!), iscrivendomi al primo di tre corsi della Copenhagen Business School sulla Social Entrepreneurship.

Vorrei condividere con voi alcuni spunti molto interessanti emersi in queste due settimane.

Se da un lato è facile individuare gli ambiti in cui normalmente lavorano le imprese sociali (salute, educazione, assistenza a disabili e emarginati, per citarne alcuni), non è altrettanto semplice dare una definizione univoca e delineata di imprenditore e impresa sociale. Si possono evidenziare tuttavia alcuni elementi chiave. Uno degli aspetti cardine è la conoscenza approfondita di un problema, evidente nella società, con cui si viene a contatto tutti i giorni, per esperienza personale o indiretta. Capire cosa genera il problema, analizzare fino in fondo chi potrebbero essere i beneficiari di una eventuale soluzione, tutto ciò consente di costruire solide fondamenta a una futura impresa. L'Amministratore Delegato di (società inglese che offre supporto e genera network per imprenditori sociali) consiglia di andare nel mondo reale, perchè i problemi sono sotto gli occhi di tutti, testare le soluzioni, accettare di fallire e ricominciare.

Una mentalità molto anglosassone, ma che ben si sposa con due aspetti apparentemente contrastanti e nello stesso tempo basilari per un imprenditore sociale. Il termine impresa/imprenditore richiama la logica del profitto, dunque una natura finanziaria che appare antitetica rispetto alla natura sociale. In realtà, l'impresa sociale si differenzia dalle ONLUS o dalle ONG proprio perchè deve generare un business che si autosostenga, con la differenza che l'obiettivo non è la massimizzazione del profitto personale, ma il miglioramento di un problema, di una situazione di disagio. Avere passione verso il prossimo è il driver che anima un imprenditore sociale, che vuole imporsi come changemaker nella società e soprattutto diventare fonte di ispirazione per altri.

Infatti uno dei principi di (una delle più importanti associazioni globali di imprenditori sociali) è che un'impresa sociale è vincente quando genera innovazione (dunque una nuova idea) che altri replicano, sponsorizzando così la viralità del cambiamento fino all'obiettivo massimo di cambiare le regole del gioco (per esempio, modificare le leggi).

Uno dei buoni propositi del mio 2017 sarà proprio quello di diventare agente propositivo di cambiamento nella società in cui vivo. E qui chiedo aiuto anche a voi: quali sono i problemi che osservate o vivete quotidianamente? Chi potrebbero essere i principali beneficiari? Proviamo a unire i nostri cervelli e le nostre forze, per poter dare finalmente un contributo in questo mondo che, così com'è, non ci piace.


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