Giovane, fresca, brava ed intelligente. Serve qualche altro ingrediente?
"Sottovetro"
di Ester Grossi
L’esposizione, realizzata in collaborazione
con Mondo Bizzarro Gallery è a cura di Chiara Ronchini.
Salone Borromini
Giovedì 13 settembre 2012
ore 17.00
Biblioteca Vallicelliana
Piazza della Chiesa Nuova 18, 2° piano – 00186 Roma
tel. 0668802671 – fax 066893868
www.vallicelliana.it
b-vall@beniculturali.it
Ester Grossi, artista italiana classe 81’, si lascia incantare
dall’eleganza della Biblioteca Valliceliana di Roma. Dopo l’incontro
con la direttrice della biblioteca, Maria Concetta Petrollo Pagliarani,
l’artista, stimolata dal magnifico complesso monumentale dell’oratorio
dei Filippini, propone la personale “ Sottovetro”.
Nell’imponente
salone di Francesco Borromini, classico e contemporaneo interagiscono
con delicata ostentazione in un dialogo sussurrato a voce bassa, tra
colori, immagini e poesie.
Attraverso un vetro, all’interno delle
antichissime teche, ritroviamo una serie di opere create negli ultimi
anni, appartenenti a importanti progetti in continua evoluzione, come
Funeral e Plus-Ultra e una nuovissima serie per “Sottovetro”, dove
l’artista usando la carta come supporto, anima personaggi e luoghi
ispirati dalle poesie scritte dalla stessa direttrice, anche poetessa,
Maria Concetta Petrollo Pagliarini, plasmando un forte legame con
l’identità dello spazio espositivo.
La contemporaneità fatta di
colori pop e immagini sospese tra un surrealismo paesaggistico e un
realismo figurativo, reinterpretato nella singolare visione quotidiana
dell’artista, incontra perfettamente il rigore classico del luogo,
nell’equilibrio costante e duraturo che ritroviamo, da sempre, in ogni
sua opera.
La magia percepita in queste piccole tele è equivalente a
un indefinito sentire; invita a un viaggio mentale e visivo, in una
perturbante percezione che agita, ma al contempo, attraverso la
perfezione delle linee e della stesura del colore, rassicura.
Queste
opere dotate di propria storia e identità, subiscono una nuova
esperienza; il passato le avvolge in uno stato atemporale (dove solo lo
spazio è ben definito), senza impedirne la loro autonomia, esaltando
ancora di più il loro possente carattere d’indipendenza, perché
appartenenti all’universo di Ester.
Lei, regista di sogni e di
pensieri, usa volti estraniati e pensanti, in costante riflessione con
un mondo al limite con il reale, riuscendo con precisione a dare sempre
quel senso di ordine, portatore di un incontrollabile fascino.
Ancora una volta l’artista s’immedesima perfettamente in una delle sue
creazioni, completamente, in ogni senso; dove la quiete di una
biblioteca e il distacco imposto tra l’osservatore e l’opera, da quel
fragilissimo vetro, sono suggestione totale e sollecitano tra insoliti
impulsi, un’accurata osservazione.
Chiara Ronchini