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Etiopia e Gibuti hanno negoziato lo sviluppo di un nuovo porto

Creato il 01 maggio 2018 da Marianna06

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I governi di Gibuti ed Etiopia hanno negoziato un accordo per lo sviluppo e il funzionamento di un nuovo porto. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dai media etiopi, secondo cui i colloqui sono avvenuti nell’ambito della visita a Gibuti del premier etiope Abiy Ahmed, che si è conclusa ieri. L'ambasciatore etiope a Gibuti, Shamebo Fitamo Adebo, ha dichiarato all’emittente “Deutsche Welle Amharic” che una richiesta ufficiale del governo etiope è stata avanzata per la prima volta ai funzionari di Gibuti durante l’incontro tra il primo ministro Ahmed e il presidente gibutino Ismail Omar Guelleh e che le due parti hanno concordato di istituire un comitato per concordare i dettagli dell’accordo. Nel febbraio scorso il governo di Gibuti ha preso il controllo delterminal container di Doraleh, in precedenza gestito dall’operatore portuale emiratino Dp World, sostenendo che il contratto stipulato tra le due parti avrebbe danneggiato la sovranità di Gibuti.
In risposta alla decisione, l’amministratore delegato di Dp World, Sultan Bin Sulayem, ha affermato che la società non riconosce il decreto emanato dal governo di Gibuti e le misure adottate sul sequestro del porto di Doraleh e che l'azienda considera l'accordo con Gibuti ancora in vigore, annunciando inoltre azioni legali contro qualsiasi entità che intenda danneggiare le sue attività. Dp World è già in fase di conversione dei porti di Berbera, nell’autoproclamata Repubblica del Somaliland, e di Bosaso, nella regione semi-autonoma Puntland. L’attivismo dell’operatore portuale emiratino ha provocato negli ultimi mesi un’escalation nelle relazioni tra Somalia ed Emirati, specialmente dopo la firma, il primo marzo scorso, del controverso accordo fra la stessa Dp World, le autorità del Somaliland e il governo dell’Etiopia per la cessione parziale delle attività del porto strategico di Berbera.
In base all’accordo, Dp World manterrà una partecipazione del 51 per cento nel progetto, mentre le autorità del Somaliland acquisiranno una quota del 30 per cento e il restante 19 per cento sarà gestito dal governo dell'Etiopia. L'accordo ha provocato la dura reazione del governo federale di Mogadiscio, che non riconosce l’indipendenza del Somaliland e, di conseguenza, ha negato la legittimità dell’accordo, definendolo “illegale e incompatibile con la Costituzione e gli standard internazionali”. Sempre a Berbera, peraltro, gli Emirati hanno di recente avviato i lavori per la costruzione di una base militare nell’ambito di un accordo che prevede, tra le altre cose, la formazione militare e la fornitura di attrezzature alle forze armate del Somaliland. Il presidio militare in costruzione avrà un’importante rilevanza strategica poiché Berbera si trova a meno di 300 chilometri dal sud dello Yemen, dove le truppe emiratine sono impegnate a combattere contro i ribelli sciiti Houthi all’interno della coalizione a guida saudita.  (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi


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