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Eva di Benoit Jacquot: la recensione

Creato il 10 novembre 2019 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Eva di Benoit Jacquot: la recensioneDeludente tentazione

Eva è una tentazione, un’ossessione da cui un truffatore cerca di estrapolare aneddoti per salvare la sua carriera di “scrittore”. Film che sopravvive sul sottile filo della prevedibilità, Eva è un remake di un film del 1962. Il tentativo di Jacquot è quello di far dimenticare l’originale appoggiandosi sull’atipica sensualità di Isabelle Huppert; il risultato finale consegna al pubblico un prodotto debole e sfilacciato.

Bertrand mentre faceva il badante presso un noto scrittore, gli rubò un copione e se ne attribuì la paternità. Dopo aver ottenuto il successo sul palcoscenico, Bertrand è messo sotto pressione da parte del suo impresario, che ha versato un cospicuo anticipo per una nuova pièce. Una notte Bertrand incontra Eva, una prostituta d’alto bordo che lo affascina e da cui cerca di trarre materia per il suo nuovo lavoro.

Noir che non riesce a conquistare il pubblico e che si aggrappa al fascino senza tempo della Huppert, Eva disattende sempre più le aspettative. Difatti se inizialmente coglie un incipit nel quale il furbo protagonista si costruisce una carriera sulle spalle degli altri, gli incontri con Eva (frequenti e affascinanti) sottolineano segreti inesistenti, tentazioni insoddisfacenti e uno sviluppo narrativo prevedibile.

Jacquot gioca con l’innocenza perversa del protagonista, provocato più volte da una prostituta d’alto bordo che si annoia terribilmente. Il regista transalpino costruisce un inesorabile e inevitabile declino e un necessario ritorno allo status quo iniziale. Tuttavia la narrazione è debole e mostra più di un passaggio a vuoto, che non soddisfa lo spettatore e rende il finale una mera soddisfazione, che definisce i bassi istinti dei cattivi consiglieri.

Uscita al cinema: 3 maggio 2018

Voto: **


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