F1 | Storia : Vado al massimo, ritorno in Messico

Da Tony77g @antoniogranato

Luca SarperoF1Sport.it

14 Agosto 2014 -”Vado al massimo, vado in Messico” cantava negli anni passati il rocker più famoso d’italia Vasco Rossi. Il prossimo anno chi “andrà al massimo” non lo possiamo sapere, ma possiamo dire che tornerà in Messico. Dopo ben 22 anni, la Formula 1 tornerà in Messico.

I più giovani conoscono solo Perez e Gutierrez, mentre i più nostalgici non possono dimenticare le imprese dei fratelli Ricardo e Pedro Rodriguez; ma non bisogna dimenticare neanche Hector Rebaque o Moises Solana. Tutti piloti messicani che hanno corso in Formula 1 e che hanno mantenuto per anni, con Ricardo Rodriguez, anche il record di pilota più giovane ad aver corso un Gp di F1.

La prima tragica edizione: Agli inizi degli anni ’60, il Messico è una nazione in piena espansione economica dopo una prima metà del secolo passata tra guerre interne, rivoluzioni e dittature. Ad aumentare la passione messicana per i motori, ci pensano i fratelli Ricardo e Pedro Rodriguez. Figli di un ex acrobata motociclista, divenuto benestante, iniziano a muovere i primi passi nel ciclismo per poi passare alle automobili. Ricardo e Pedro sembrano giocare con il destino massacrando ogni tappa e divertendosi a vincere nelle NART americane nonostante avessero poco più di 15 anni. Ricardo impressiona anche il Drake, che lo vuole come pilota ufficiale Ferrari. Anche se utilizzato con parsimonia per la giovane età dal Commendator Ferrari, Ricardo Rodriguez ottiene risultati strabilianti nelle poche occasioni a lui concesse. Il primo Gp del Messico, è in programma il 1° Novembre 1962, anche se non come prova valida per il mondiale. Appunto perchè non valida, la Ferrari decide di non parteciparvi e Rodriguez, senza un volante, è costretto a cercare un volente occasionale per correre nel Gp di casa. Trova una Lotus del team di Rob Walker e proprio su questa vettura, trova la morte durante una sessione di prove. E’ la prima drammatica coincidenza che colpisce i fratelli Rodriguez.

Le prime edizioni iridate: Dal 1963, il Messico può finalmente vantarsi di avere un Gran Premio di Formula 1. La prima edizione va a Jim Clark, che chiude in bellezza l’anno del suo primo titolo iridato. Nonostante la morte di uno dei suoi due idoli nazionali, il Messico accoglie sempre a braccia apertissime la Formula 1 e diventa una classica di fine stagione. Nelle prime 7 edizioni, 3 volte il mondiale si gioca qui. Nel 1964 c’è la lotta a 3 tra Surtees, Clark e Hill con il mitico John che la spunta sui connazionali per un punto soltanto a termine di un Gp epico. Anche nel 1967 e 1968 il Gp del Messico diventa decisivo per le sorti del mondiale. Nel primo caso, Hulme difende il margine che aveva sul proprio compagno e datore di lavoro Jack Brabham, mentre nel 1968 Graham Hill, vincendo, si riprende ciò che il Messico (e Bandini) li avevano tolto 4 anni prima. Sopratutto, tagliando per primo il traguardo, toglierà al giovane e rampante scozzese Stewart ogni speranza di vincere il titolo. Nel 1970 si corre l’ultima edizione del Gp del Messico. Vince Jackie Ickx, ma inutilmente visto che il titolo andrà postumo a Jochen Rindt. Dopo questa edizione, il Messico sparisce dal calendario. Tra le cause principali, vi è senza dubbio un calo economico subito dal paese, oltre che organizzatori che non hanno saputo valorizzare i guadagni e hanno lasciato il tracciato ancora come quando fu inaugurato. Per 16 lunghi anni anni, la Formula 1 non mette ruote nella terra dei Maya, ma le novità ci saranno comunque.

La morte di Pedro Rodriguez e il nuovo nome al circuito: L’ 11 Luglio 1971, durante una gara Interserie al Norisring, perde la vita Pedro Rodriguez. Il pilota messicano del momento muore a soli 31 anni, con due vittorie in Formula 1 e tanti successi nelle altre categorie. Il Messico, che dopo la prematura scomparsa del fratello credeva molto in Pedro, si ritrova improvvisamente senza piloti. Anche se il Gran Premio non si corre, e allora non si vedeva all’orrizzonte un ritorno, la federazione messicana decide di rendere omaggio ai fratelli Rodriguez. Il Circuito Magdalena Mixucha, dal nome del parco che lo ospitava, viene intitolato “Hermanos Rodriguez” in nome dei fratelli scomparsi in due incidenti differenti. Intanto il circuito “Hermanos Rodriguez” comincia a rimettersi a posto. Snobbato dalla Formula 1 ma ben visto da categorie americane come Can-Am e le anche le Nascar che scelgono il tracciato messicano come tappa dei loro campionati. In Formula 1, però, si affaccia un’altro pilota messicano: Hector Rebacque. Il suo arrivo non è dei più esplosivi nella storia della F1, ma è più che utile per riportare l’interesse mediatico per la categoria regina del motorsport. Si parla di un ritorno già a partire dal 1982, ma non se ne fece nulla a causa dell’abbandono dalla F1 di Rebacque e anche per mancanza di sponsorizzazioni serie. Ma è solo un primo, timido, tentativo di riavvicinamento.

Il ritorno della Formula 1 prima della fine: Verso la metà degli anni ’80, gli investitori locali tornano sul circuito Hermanos Rodriguez. Vengono apportate alcune modifiche, con ammodernamento della zona box e qualche modifica al tracciato. La prima curva diventa una “S” (dedicata a Moises Solana altro pilota messicano morto nel 1969) e il rettilineo che porta al tornante dell’Hairpin viene drasticamente diminuito. A metà 1985, viene ufficialmente comunicato il ritorno del Gp del Messico a partire dall’anno seguente. Il Gran Premio del Messico viene inizialmente inserito in calendario verso il finire del campionato, senza essere mai decisivo come in passato, per poi venire spostato nella parte centrale del campionato insieme alle trasferte in Canada e Stati uniti e infine a inizio stagione subito dopo quello del Brasile. Nel 1986 qui Berger e la Benentton vincpno il loro primo Gran Premio, come del resto fecero nel 1965 Gethin e la Honda. Nel 1990, Mansell fece un sorpasso da antologia all’esterno della Peraltada allo stesso Berger mentre nel 1991 e nel 1992, Senna picchiò violentemente alla Peraltada nel primo caso e alle “Esses” nel secondo. Sempre nel 1992, Schumacher potè festeggiare qui il primo podio della carriera ma, fino al primo ritiro nel 2006, rimane una delle uniche due piste insieme a Kyalami dove non ha mai vinto. A fine 1992, il Messico non ripropone la candidature per ospitare un’altro Gran Premio di Formula 1. Con il circuito ormai abbandonato al suo destino e senza più sponsor seri in grado di sostenere un ritorno, il circuito Hermanos Rodriguez cade fino al quasi disuso. Solo qualche categoria locale arriverà a correrci prima di una lenta ripresa iniziata nei primi anni del 2000. Nel 2007, si parlò della costruzione di un’altro impianto nelle vicinanze di Cancun ma, per fortuna dei nostalgici, pare sia ancora oggi un cantiere.

Il Gran Premio del Messico tornerà in Formula 1 nel 2015. Una volta ci furono i talentuosi fratelli Rodriguez, poi sponsor locali e oggi i magnati della Tv messicana a finanziare il ritorno. Sparirà la “Peraltada” e già di per se è un vero e proprio delitto, in quanto una delle curve veloci più difficili del passato verrà sostituita da una “S” spigolosa e insipida alla Tilke.

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