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Fabrizio Comencini, Castellazzi, franco Rocchetta, Manuela Manin, Luigi Negri, Davide Lovat, Miglio stesso. E sono anticomunisti.

Creato il 15 settembre 2011 da Slasch16

Fabrizio Comencini, Castellazzi, franco Rocchetta, Manuela Manin, Luigi Negri, Davide Lovat, Miglio stesso. E sono anticomunisti.Bossi per primo, ma anche la base non scherza, rivendicano il loro viscerale anticomunismo ed alla base di questa fobia ci sono delle motivazioni diverse ma con un unico capolinea.
Bossi racconta di un passato di giovane rivoluzionario nel Pci ed è come quelli che avendo studiato dai preti diventano atei. Io ne sono un esempio e quindi non mi meraviglio.
Non mi meraviglio nemmeno dell’anticomunismo, viscerale, della base leghista, se analizziamo le zone di provenienza dei padanoleghisti, li devo chiamare così in quanto la padania non esiste e, se scrivessi padani, sembrerebbe che mi rivolga a dei fantasmi, non lo sono.
Dicevo che  se analizziamo le zone dove la lega ha percentuali altissime, medio alte, alte, di consenso è facile rendersi conto che erano le zone dove la Democrazia Cristiana aveva percentuali bulgare ed ha mantenuto il potere per 50 anni di fila.
Poi la situazione è degenerata, sono arrivati gli ex comunisti, quelli che io ero comunista perchè mi conveniva nel rinnovo dei contratti ma, soprattutto, sono arrivati gli ex socialisti ed ecco perchè la lega oggi rappresenta un ibrido, una miscela micidiale tra il razzismo sotterraneo dei bigotti che odiavano i terroni e lo stomaco dei socialisti, mai sazio se c’è da mangiare.
Voi penserete, ma cosa c’entra tutto questo discorso con il titolo?
Adesso veniamo al dunque, il titolo è un breve elenco di epurati dalla lega, non sono nemmeno tutti perchè personaggi minori non sono passati alla cronaca ma, non è detto che tra poco non si aggiungano personaggi famosi come Flavio Tosi o il sindaco di Varese Attilio Fontana. Maroni per ora no, è troppo forte.
Ed allora rimane da chiedersi chi è il comunista infiltratosi nella lega che fa epurazioni non dico alla Stalin, fortunatamente, ma sicuramente alla Brezhnev.
Non vorrei che nella lega sia vietato avere un minimo di autonomia o, eufemismo, intelligenza superiore al Trota, metro svizzero, di confronto, di come deve essere il padanoleghista da portare a Pontida, per la festa dell’indipendenza, non dall’Italia, per adesso, dall’intelligenza.
Quella l’hanno conquistata subito al primo raduno con l’ampolla dell’acqua del Po.
Chi supera l’asticella di confronto viene automaticamente espulso.
Non è una novità in un post che ho scritto ieri racconto di un gioco elettronico leghista che è stato tarato dai tecnici sui parametri della Trota per impedire, in alto o in basso, il superamento del prototipo del leghista medio.
Per chi fosse curioso il post è questo:

I padani non fanno giocare i loro bambini con i lego, monopoli, risiko, pallone e la lippa. Ne hanno inventati di nuovi, più moderni ed elettronici.

Per durare 25 anni alla guida di un partito c’è sempre un’arma segreta che può essere un regime o una base con una intelligenza media come quella del Trota, ed è quello che è riuscito a fare Umberto Bossi.
Complimenti a lui, ma non venga a fare l’anticomunista il Brezhnev della Brianza.
Per i padanoleghisti potrà sembrare anche un genio, per noi italiani normali è solo un pirla, razzista, che si è inventato un modo per non lavorare. Ed anche questo mi ricorda qualcuno che viene attaccato, tutti i giorni, dai gerarchi della lega post sovietica.

 



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