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FABRIZIO DE ANDRÉ E PFM. IL CONCERTO RITROVATO di Walter Veltroni - La recensione

Creato il 16 febbraio 2020 da Ifilms
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Scritto da Valeria Morini
Categoria: Recensioni film in sala
Pubblicato: 16 Febbraio 2020

Fabrizio De Andre e PFM. Il Concerto Ritrovato Live4

A cavallo tra il 1978 e il 1979, Fabrizio De André girò l'Italia in uno storico e grandioso tour con la Premiata Forneria Marconi, dando vita a uno straordinario sodalizio musicale che produsse nuovi e rivoluzionari arrangiamenti di alcuni dei suoi brani più celebri. Quell'esperienza produsse due celebri album live, ma per 40 anni nessuno sapeva che, nascosto nell'archivio di Piero Frattari esisteva l'unica testimonianza video di una delle date (quella di Genova), ritrovato miracolosamente intatto dopo decenni e trasformato in un questo documentario/film concerto affidato alla regia di Walter Veltroni: Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato, sviluppato grazie all'interessamento di Franz Di Cioccio, colma una dolorosa lacuna tra le testimonianze video del percorso del cantautore genovese e di quello della rock band, restituendo stralci di una stagione musicale irripetibile.

In sala come evento per celebrare gli 80 anni dalla nascita di De André, il docu-film di Veltroni si affida a una struttura semplice, nettamente divisa in due parti. Nella prima, una serie di testimonianze ricostruiscono quei giorni del tour, in un viaggio nostalgico: vediamo dialogare Dori Ghezzi con Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM e David Riondino, ascoltiamo i ricordi di Franco Mussida, del fotografo Guido Harari, scopriamo le circostanze del rocambolesco ritrovamento del filmato da Frattari. La seconda parte è tutta affidata al concerto, con i brani La canzone di Marinella, Andrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno '73, La guerra di Piero, Amico fragile, Zirichiltaggia, Rimini, Via del campo, Avventura a Durango, Bocca di rosa, Volta la carta, Il pescatore.

Molto toccante e rievocativo nella parte legata alle interviste, il film è una preziosità assolutamente imperdibile per i fan di De André e della PFM, una sorta di miracolo archivistico che lascia bocca aperta per il lavoro fatto a livello di sonoro su un materiale quasi amatoriale, non pensato per una fruizione cinematografica o televisiva. A dispetto della carente qualità video, il restauro del sonoro ha permesso una resa più che discreta del comparto strumentale dei musicisti e davvero eccezionale della voce di Fabrizio, che suona caldissima, avvolgente, semplicemente stupenda. Un'emozione pura.

Voto: 3/4


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