Nei miei piani blogghistici (credo di aver coniato un neologismo...) da oggi in poi il martedì sarà il giorno dedicato al SALOTTO DI CARTA, un'iniziativa di pensieriinpunta che ha proposto di pubblicare nel nostro blog un estratto di letteratura che in qualche modo ci ha colpito.
Visto che il “Salotto di carta” consiste nel proporre un brano, ne proporrò uno solo, anche se sono molte le parti che meritano di essere lette. Il brano che ho scelto è tratto dalla parte finale della storia, è un discorso rivolto a Montag da uno degli uomini accampati lungo la ferrovia.
“E ficcati bene in capo una cosa: tu non sei importante. Tu non sei nulla. Un giorno, il fardello che ognuno di noi deve portare può riuscire utile a qualcuno. Ma anche quando avevamo i libri a nostra disposizione, molto tempo fa, non abbiamo saputo trarre profitto da ciò che essi ci davano. Abbiamo continuato come se niente fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi. Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti, nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: “Ricordiamo”. Ecco dove, alla lunga, avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.”