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Fanno più paura del Coronavirus! Sul “giornalismo” diseducativo e sulla retorica anti-salviniana childish di Repubblica. Perché Dagospia non si limita a copiare articoli…

Creato il 04 aprile 2020 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
Fanno più paura del Coronavirus! Sul “giornalismo” diseducativo e sulla retorica anti-salviniana childish di Repubblica. Perché Dagospia non si limita a copiare articoli… a tema cu*i e tet*e?

Già, la colpa è sicuramente di D'Agostino! Di fatto, se alcune ore fa - mentre spulciavo il suo solito campionario di notizie gossipare per lo più copiate dai tabloid inglesi - non avessi letto il catenaccio che accompagna lo screenshot a corredo di questo post, il mio umore mattinale sarebbe stato senz'altro migliore.

Naturalmente, dato il contenuto, me ne sono guardata bene dal leggere il pezzo incriminato (il renzista-pentito Serra non si riesce a leggerlo più neppure per interposta testata!), tuttavia debbo ammettere che, una volta di più, gli "autori" di Repubblica sono riusciti a impressionarmi. Nessun dubbio: mettono più paura addosso del Coronavirus!!

Detto questo, se è vero che viviamo tempi difficili che richiedono maggiore forza dello spirito, è pur vero che è nostro dovere proteggere anche la capacità intellettuale dei più piccoli tra noi. Ed è in fondo per questo motivo - ovvero causa l'ennesimo esempio diseducativo offerto dal giornale "Repubblica" - che butto giù queste note.

Dato che, con l'evidente esclusione di Serra e dei redattori repubblichini - sono probabilmente pochi gli italiani che non conoscono l'etimologia del fortunato termine greco "democrazia", eviterò di ribadirla in questo contesto. Non posso esimermi però dal mettere sull'avviso un pubblico più giovane.

Insomma, cari ragazzi, ricordatevi almeno queste regole basilari: 1) La democrazia ha una sua natura quasi "matematica". Non si fa di retorica volgare, si fa di numeri e mette in primo piano il volere popolare, non il "cogitare" childish e interessato di alcuna redazione giornalistica. 2) La retorica nobile poggia pur essa su dati oggettivi e da quelli muove per fare discorsi più grandi. Quando la "casa ontologica" viene invece costruita su fondamenta di me*da (cioè meditando su una testata prona a sostenere un governo abusivo, attuale minoranza nel paese, nato dal ribaltamento del voto democratico, quello sì, del 4 marzo 2018), non ci saranno "costruzioni" pseudo-filosofiche valide da incorniciare (o da copiare, caro D'Agostino!). 3) Ma, soprattutto, ricordate che se lo scrive un notista italiano, probabilmente, anzi, sicuramente, è campagna politica editorialmente interessata, MAI fatto oggettivo, scientificamente provato!

Rina Brundu

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