Fare di necessità Virtù: Quando il Denaro non è Tutto…

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ARTICOLO DI GIUSEPPE PALMIERI

Sempre più spesso spendiamo soldi per acquistare oggetti non perchè li desideriamo, ma perchè siamo costretti. Come quando compriamo degli attrezzi da lavoro o quando compriamo una macchina più grande dopo la nascita di un secondo figlio. Spese che affrontiamo per necessità, improrogabili, anche quando non abbiamo abbastanza soldi.

Al contrario avete mai provato a vendere qualcosa su internet? Più facile a dirsi che a farsi, la crisi economica si fa sentire anche sui siti di annunci, una statistica attendibile sul mercato delle vendite online dice che il 70% degli annunci di vendita in internet riceve una controproposta di permuta.

Quando manca il denaro nelle tasche di chi deve vendere e di chi deve acquistare l'opzione baratto/permuta in effetti è accettabile da entrambi, ma entriamo nel merito dei due termini.
Il baratto è il concetto primitivo di mercato: io ti do una quantita di oggetti in cambio di un'altra quantità di oggetti dello stesso valore, la permuta invece ha un significato più ampio che comprende il baratto: è sempre uno scambio ma nel caso le merci non abbiano lo stesso malore possono essere integrate con una somma di denaro. Entrambi queste tipologie di mercato prevedono di usare meno denaro possibile o di non usarlo affatto.

Negli anni 80 il termine permuta era quasi completamente associato al mercato automobilistico, oggi è una pratica comune in ogni genere di transazione, si permutano vestiti, automobili,barche. biciclette,, oggettistica, ma anche prestazioni professionali.
In Toscana si puo soggiornare in Bed e Breakfast senza pagare, ad esempio, sono molte le pensioni che offrono una stanza in cambio di lavori di restauro o giardinaggio, o si può imparare una lingua straniera da un madrelingua contraccambiando con lezioni private di matematica, nessun limite alla fantasia.

Il mercato più fiorente, neanche a dirlo è internet, ci sono numerosissime community dedite a questo tipo di economia primordiale e allo stesso tempo alternativa. Il meccanismo
è molto semplice e spesso gratuito, basta inserire un annuncio di cosa si cede e, invece di fare un prezzo in denaro, si stila una lista di cose o prestazioni che si accettano in cambio, quando un altro utente interessato all'offerta si imbatterà nel nostro annuncio si potrà perfezionare lo scambio, integrare con del denaro servirà solo nel caso il valore degli oggetti non sia lo stesso.

Oltre alla possibilità di risparmiare, questo genere di mercato è "rivoluzionario" ,anche se antichissimo e precedente all'uso del denaro, perchè ci permette di guardare con un'occhio diverso le cose che possediamo. Tutti quegli oggetti inutilizzati che stipiamo nele nostre cantine in attesa di essere buttati via, assumono nuovo valore perchè possono essere scambiati, e avranno una nuova vita nelle mani dei futuri proprietari, nel contempo noi riceveremo in cambio qualcosa che ci serve senza spendere soldi.

Svolta culturale o convenienza? Sicuramente la crisi economica ha accelerato questa svolta culturale incentrata sui concetti di "non sprecare" e di "riutilizzare" in nome dell'ecosostenibilità ed in questo caso non tutti i mali sono venuti per nuocere.

>>>>>>> Cerca quello che desideri, offri ciò che hai... <<<<<<<<<<


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