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Farina di Crusca, l’italiano (s)conosciuto: esiste la parità linguistica?

Creato il 09 giugno 2013 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

Matilde_Seraouna rubrica a cura di Ivana Vaccaroni.

Da sempre mi batto per la parità e, in particolare, trovo che essa non esista nemmeno a livello di lingua.

La figura femminile subisce spesso, infatti, anche in tale campo la sottomissione al genere maschile: esso infatti prevale sia quando si deve concordare l’aggettivo ai due termini  singolari sia quando si usa come sostantivo  plurale. Es: L’uomo e la donna camminavano spediti ; al cinema gli spettatori ridevano divertiti.

In molti paesi europei si è raccomandato, anche con documenti ufficiali (Guida al pari trattamento linguistico di donna e uomo nei testi ufficiali della Confederazione-2012) in Svizzera, ad esempio, e in Italia nel 2007 con la Direttiva Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche, l’uso di un linguaggio non discriminante per una politica di attuazione di tale parità.

Ciò è tuttora di difficile attuazione, le resistenze sono fortissime e le stesse donne, giunte a livelli professionali elevati, si lasciano identificare con termini al maschile quali il ministro Giovanna Bianchi, il rettore Maria Rossi; è profondamente errato, dal momento che tali appellativi hanno il corrispondente femminile che, pur non essendo piacevole, esiste e andrebbe usato.

Perché infatti accettiamo espressioni come infermiera, direttrice o maestra e altre no? Ci sono ragioni culturali piuttosto incomprensibili anche alle stesse donne…!

Forse non si è ancora compreso che posizioni di primo piano non sono appannaggio di un sesso o di un altro, come del resto non si devono considerare “migliori” le donne per far loro ricoprire alcuni incarichi soltanto in quanto donne.

La stessa “Accademia della Crusca” ha aderito alla Direttiva cui ho accennato sopra e ciò è garanzia di affidabilità.

Ci si serva dunque di femminili in –essa, si usino altri metodi come l’articolo la,le per sostantivi come giudice, ad es., e di tutte le espressioni linguistiche di cui disponiamo nella nostra amata e ricca lingua italiana.

Featured image, Matilde Serao.

 


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