Fashion Green Apps: la moda a portata di touch

Creato il 21 ottobre 2013 da Greeno @greeno_com
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di Eleonora Chiais

 
 

Giocare con la moda non è una novità dei nostri giorni anche se, con la recente crescita esponenziale delle applicazioni per dispositivi mobili dedicate al settore, non sarebbe sbagliato suggerire che ormai giocare alla moda è anche di moda. Recentemente, infatti, si stiano moltiplicando le applicazioni per mobile che permettono di combinare capi d’abbigliamento o di consultare cataloghi e collezioni o ancora, nel momento dell’estrema necessità, di chiedere direttamente consiglio a fashion blogger e personal shopper disponibili (a portata di touch) grazie alle applicazioni dedicate. In metropolitana, sul treno, al bar o in aula la moda è raggiungibile con un paio di sapienti colpi di polpastrelli ed è (anche) nel mobile device che oramai la moda trova spazio per la sua messa in discorso con buona pace di quelle riviste di settore che, ai tempi del Système barthiano, erano gli unici contenitori adatti alle discussioni modaiole. Che gioco e moda siano strettamente collegati non è da mettere in questione dato che li unisce quel meccanismo dell’imitazione che secondo Simmel è tra le forze motrici dell’intero comparto moda e, secondo Piaget, è alla base dell’apprendimento infantile e si compie attraverso il gioco. E allora via libera ai fashion-giochi che si declinano secondo il gusto e permettono di mettere ordine, almeno virtualmente, in quel marasma di senso che Volli definisce il «dizionario delle significazioni vestimentarie del singolo individuo». Indispensabile in questo senso, per esempio, l’app Stylish Girl (Ragazza di Stile nella versione italiana) che consente di creare una sorta di database contenente tutti gli oggetti realmente presenti nel guardaroba.

Una volta inseriti nel database i capi d’abbigliamento (fotografati attraverso l’obiettivo del dispositivo mobile) vengono tra loro combinati fino a creare (in modo automatico) l’abbigliamento adatto ad ogni occasione a seconda delle richieste dell’utilizzatore o, per meglio dire, delle occasioni contestuali. In questo universo reale (che si fa virtuale) si trovano così una struttura sintagmatica (macro-categorie come “pantaloni”; “gonne”; “abiti” etc) e, per ognuna delle categorie sintagmatiche, un conseguente repertorio paradigmatico (da pantaloni a pantaloni jeans, pantaloni corti, pantaloni di pelle, pantaloni di velluto e così via). Nel momento, poi, in cui l’applicazione si prende l’incarico di definire l’abbigliamento adatto per ogni occasione quello che concretamente fa è permettere, grazie al carattere on-line dell’applicazione una riclassificazione degli indumenti (ad esempio, da “elegante” a “comune”) grazie ad uno sguardo costante alle oscillazioni delle mode portato avanti attraverso la Rete. Ma se l’armadio è già in ordine e i suggerimenti di stile non interessano, l’universo delle fashion-app mostra interessanti alternative. Dalle applicazioni che permettono di barattare e vendere capi di moda a quelle che, citando il celeberrimo “Gira la moda”, offrono la possibilità di vestire avatar secondo il proprio gusto, dalle fashion-app che offrono cataloghi sempre aggiornati delle ultime collezioni a quelle, dedicate agli amanti del green, che propongono consigli modaioli con un occhio all’ambiente e uno alle ultime tendenze. Che la moda in verde sia quanto mai à la page è ormai noto ed ecco quindi che le principali maison hanno portato questa passione sugli schermi dei cellulari creando app dedicate. Prima tra tutte Making che, firmata da Nike, permette di calcolare l’impatto ambientale dei materiali e delle lavorazioni scelti per realizzare i pezzi di una collezione di moda.

L’app, gratuita, classifica al momento 22 tessuti ordinandoli in base a quattro aree (acqua, energia, rifiuti e chimica) che riguardano l’impatto ambientale di ogni tessuto, fondandosi su dati del Materials Sustainability Index di Nike, una ricerca che ha raccolto informazioni sulla sostenibilità dei tessuti negli ultimi sette anni. Se, invece, più che del singolo abito si vogliono conoscere le conseguenze ambientali del proprio stile di vita ecco ECO-Footprint, applicazione Made in UK che aiuta a calcolare la propria impronta ecologica in base alle abitudini quotidiane. E poi applicazioni griffate dalle case di moda con sezioni dedicate alle collezioni eco-friendly, manichini virtuali da abbigliare rispettando le regole della moda in verde e programmini che permettono di giocare con la natura a tutto tondo. Ma sugli schermi dei cellulari green non c’è posto solo per la moda. Via libera, infatti, alle applicazioni che autorizzano di scoprire le origini di vini e alimenti e app che indicano le stazioni di metano più vicine ma anche altre app a tema green (ne avevamo parlato in un precedente articolo), come per esempio A real tree che, al costo di 0,79 centesimi, assicura un nuovo albero piantato per ogni download effettuato.

Insomma in epoca di ludicizzazione del quotidiano e di sempre più ampia diffusione di applicazioni per device mobili anche lo schermo del cellulare si colora di verde e, spaziando dalla moda al cibo, dai trasporti alla lotta contro la deforestazione, ricorda davvero la celebre frase di Murray Bookchin insegnando che l’ecologia è una forma di poesia che unisce scienza e arte e perché no anche gioco. Naturalmente a portata di touch.


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