Fashion works: Capo Redattore

Creato il 15 novembre 2010 da Plusg

L’intervista di oggi ci farà conoscere il punto di vista di un capo redattore!!

For english readers, please use the translator on the side because the interview is too long to be posted in both languages.

Presentati!
È una parola. Anche qualcuna in più. Raggiungiamo un compromesso? In due parole: sono Paolo Moretti e lavoro a Milano come creativo per un’agenzia internazionale di marketing e comunicazione. E, naturalmente, come Capo Redattore di MakeMyDay che poi è l’oggetto di questa intervista.

Come sei arrivato a fare questo lavoro? (scuole, corsi..)
Per caso, come le cose migliori della vita che arrivano quando meno te le aspetti. Per essere esaustivi bisognerebbe dire due parole sulla nascita di MakeMyDay. Il progetto è nato più di un anno fa e nelle intenzioni iniziali doveva essere cartaceo. A quel tempo ero stato coinvolto direttamente, poi però le cose si sono evolute e si è optato per l’online. A quel punto Letizia e Vito hanno coinvolto Andrea che è di fatto la mente web e successivamente (parecchi mesi dopo) sono stato nuovamente invitato a collaborare, questa volta per dare al sito una linea editoriale più definita, selezionare i reporter, valutare la qualità degli articoli, e via dicendo. Il come, dunque, è da ascriversi al fatto che essendo copy, scrivo, leggo, rileggo e correggo. Mi piace anche pensare di essere nipote d’arte e, che per la teoria dei vasi comunicanti, abbia assorbito qualcosa da mia zia che è stata per anni capo redattore di un’importante rivista di moda, ma non è così.

Raccontami il tuo lavoro, cosa fai?
Oggi come oggi, insieme a chi collabora con me, sto cercando di restituire a MakeMyDay lo smalto originario, più selettivo e specifico. Vale a dire che in questo momento quello che maggiormente mi impegna è valorizzare le qualità dei reporter, controllare la gestione del flusso di lavoro, la selezione delle rubriche: quali eliminare e quali mantenere ed eventualmente implementare.

Descrivimi una tua giornata tipo.
Ricordando che sono prima di tutto un creativo, la mia giornata inizia ogni giorno in modo diverso. Per cominciare non faccio mai la stessa strada per venire al lavoro. Questo mi permette di vedere cose nuove, ricordandomi che posso osservare tutto in modo diverso, cambiare punto di vista e riflettere sul fatto che una giornata che potrebbe essere uguale a molte altre, non lo sarà.Poi c’è il lavoro in agenzia, quello ha la priorità su tutto. Il challenge è di riuscire a mandare avanti il sito di MakeMyDay oltre a portare a termine tutti i lavori che ho aperti.

Un aspetto positivo e uno negativo di questo lavoro.
Lavorare per MakeMyDay ha solo aspetti belli. Ed è vero nella misura in cui quello che fai ti piace e ti soddisfa. A me diverte anche, e molto. L’aspetto positivo per eccellenza è quello di incontrare delle eccellenze in vari ambiti, a volte i più disparati, e questo è un modo per continuare a crescere e imparare. Se poi vogliamo trovare un aspetto negativo, direi che è quello di gestire il flusso di lavoro via mail. Internet è uno strumento fantastico, ma il fatto di non essere tutti fisicamente nello stesso luogo a volte genera qualche problema.

Raccontami un aneddoto curioso.
Dico la verità? Non ne ho, almeno relativamente a questo lavoro.

Una domanda un po’ impertinente, ma doverosa.. e’ un lavoro remunerativo?
Assolutamente! Assolutamente no, dal momento che chi lavora per MakeMyDay lo fa a titolo gratuito. Il progetto in sé è nato per offrire un servizio, una sorta di “missione sociale” per affrontare la vita e godersela, alla faccia della crisi. Ovvio che non abbiamo mai pensato di cambiare il mondo, ma dare un segnale sì. Che poi venga da ragazzi giovani, anche questo mi sembra una nota positiva. È possibile ridimensionare le aspettative senza dover rinunciare per forza a tutto. In questo senso direi che la ricompensa e la remunerazione sono davvero tra le più alte che si possano ricevere.

Che caratteristiche deve avere una persona per poter diventare capo redattore?
Deve avere una spiccata personalità, una conoscenza sesquipedale di quello che fa, la profonda convinzione di essere sempre nel giusto e un senso di infallibilità nel prendere ogni tipo di decisione. Diciamo pure uno il cui ego entra dalla porta cinque minuti prima di lui.
Tutte doti che il sottoscritto, manco a dirlo, NON possiede. E forse, chissà che non sia proprio questo il segreto per esserlo in modo diverso. Originale. Tra le righe, a volte – spesso – anche sopra.

Consiglieresti questa carriera al tuo migliore amico?

Io di solito mi limito a consigliare solo una cosa: ascoltarsi davvero e seguire ciò che si sente, fregandosene delle mode, del guadagno, ma cercando solo la soddisfazione personale. Quella sì. È l’indicatore più affidabile per sapere se si sta percorrendo una buona strada. Il resto viene da sé.