Finalmente qualcosa di sensato: i progressisti ci diranno cosa farebbero per poi rivelare che non possono farlo a causa dei moderati. Mentre i moderati possono tacere su cosa faranno per occuparsi di cosa farebbero gli altri senza di loro. Tutto finalmente così limpido e chiaro, un gioco ad incastro perfetto o meglio un orologio della politica fermo che segna l’ora esatta solo il giorno delle elezioni. Inutile esprimere la mia gioia di fronte alla rapida e inaspettata uscita del responsabile economia del Pd dalla crisi depressiva: qualcuno lo dava già per perso e scuoteva la testa vedendolo passare. Ma diciamolo oggi ci sono farmaci di nuova generazione contro le nevrosi democratiche.