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FED sempre più colomba, Wall Street viaggia mentre il dollaro no

Da Stefanohely
Nella serata di mercoledì, la Fed ha pubblicato il verbale della riunione di politica monetaria del 19-20 marzo, al termine della quale è stato deciso di mantenere invariati i tassi di interesse (il costo del denaro resta al 2,25-2,5%), e anche di non procedere ad altri ritocchi nel corso del 2019.

La riunione della FED

FED sempre più colomba, Wall Street viaggia mentre il dollaro noDall'esame delle minute del FOMC (Federal Open Market Committee) emerge infatti che la maggioranza dei membri della Banca centrale americana non si aspetta una mossa restrittiva nei prossimi mesi. Questo perché l'inflazione mostra segnali di attenuazione e la crescita economica a stelle e strisce sarà debole nel corso di quest'anno. Tuttavia, la frenata del PIL registrata nel primo trimestre, secondo la banca centrale americana sarà seguita da un robusto rimbalzo nel secondo trimestre. In questo caso non si esclude a priori la possibilità di alzare i tassi d'interesse nel corso dell'anno. Diversi partecipanti al meeting, inoltre, hanno precisato che la loro opinione su quale sia il range giusto per i tassi "potrebbe cambiare in entrambe le direzioni".
Per il momento però prevale ancora la linea della "pazienza". Il FOMC è soprattutto sorpreso da una cosa: "è interessante notare che l'inflazione non abbia mostrato maggiori segni di rafforzamento in risposta alle solide condizioni del mercato del lavoro e all'aumento della crescita dei salari nominali, nonché alla pressione al rialzo a breve termine derivante dagli aumenti delle tariffe commerciali".
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La reazione dei mercati

La reazioni dei mercati azionari a questa posizione accomodante è stata positiva, visto che il Dow Jones Industrial Average è salito di 6,58 punti, lo S&P 500 di 10,01 punti e il Nasdaq Composite di 54,97 punti. Sul mercato valutario invece, i verbali "colomba” della Federal Reserve hanno fatto perdere slancio al dollaro, con i migliori segnali forex in tempo reale sicuri che hanno puntato tutti al ribasso del greenback. L'indice del biglietto verde si è attestato a 96,93 dopo essere scivolato a un minimo di due settimane di 96,823 mercoledì.

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