Ferrara: “Ospedale di Policoro a rischio smantellamento ma la politica fa finta di non vedere. Personale ridotto all’osso e costretto a turni estenuanti”

Creato il 13 novembre 2013 da Ecodibasilicata

“Una massiccia spoliazione tenuta sotto silenzio. Reparti cancellati e accorpati in dipartimenti ma il personale è numericamente sempre lo stesso”. E’ la denuncia, fatta in queste ore, del consigliere comunale Giuseppe Ferrara, capogruppo di Impegno Comune nel consiglio comunale della Città di Policoro. “Il plauso va a tutto il personale sanitario che sebbene ridotto all’osso, e costretto a turni estenuanti, riesce ad offrire il miglior servizio sia di pronto soccorso che nei reparti ma la politica, regionale e nazionale, non può continuare a far finta di non vedere lo smantellamento in atto all’ospedale di Policoro; centro sanitario di eccellenza che serve l’intero Metapontino, le aree dell’entroterra lucano e forti flussi di pazienti che sempre più numerosi vengono dalla vicina Calabria. La media annua delle prestazioni erogate dal Pronto Soccorso è di 28 mila, circa cinquemila i ricoveri successivi. Sempre più numerosi i trattamenti a domicilio dopo l’ingresso al Pronto Soccorso”. E, ancora: “I numeri testimoniano la continua crescita della domanda sanitaria sorretta dalla straordinaria qualità dei servizi offerti, l’ospedale di Policoro è apprezzato dai pazienti ma ignorato dalla classe politica regionale uscente. E non vedo alcuna attenzione da parte degli aspiranti candidati al consiglio regionale che nei loro programmi non parlano nemmeno del presidio sanitario cittadino più importante dell’area jonica lucana. Non posso non denunciare anche la mancata attenzione da parte dell’Area Programma, disinteressata alla questione”. Ferrara, nell’entrare nello specifico, ha parlato dei reparti di Pediatria, ostetricia e Nido, “la cui soppressione è stata fatta passare come accorpamento in un unico dipartimento ‘Materno-infantile’ ”. “Dalle informazioni che ho raccolto – dopo le numerose segnalazioni degli operatori ormai a rischio collasso per i turni estenuanti che sono costretti a osservare vista la mancanza di personale – nel dipartimento ‘materno-infantile’ ci sono appena quindici infermieri e cinque pediatri più il primario. I reparti accorpati hanno bisogno di ben altre risorse professionali in modo che siano assicurati i riposi a tutti gli operatori. Si è registrato nel 2013 un aumento della natalità all’ospedale di Policoro a cui non ha fatto seguito un adeguamento del personale medico. Infermieristico e OSS. Durante i turni di notte sono disponibili solo gli infermieri”. Rispetto alla questione Pronto Soccorso, Ferrara ha aggiunto: “ Cinque medici per coprire tutti i turni non sono affatto sufficienti visto il gran numero di prestazioni richieste. Di fatto in questo modo i medici non possono riposare. Non va meglio al personale infermieristico perché delle tre infermiere presenti ad ogni turno una deve occuparsi dell’accettazione le altre due dei codici rossi, verdi e gialli oltre che alla delicatissima fase sanitaria dell’osservazione breve (Obi) e la sorveglianza nelle stanze in cui vengono ricoverati i pazienti”. In conclusione Ferrara ha aggiunto: “La situazione è insostenibile, e il ricorso al lavoro straordinario chiedendo ai medici dell’ospedale di Matera di coprire i turni scoperti da pratica ‘straordinaria’ si è consolidata in abitudine ordinaria. Non è così che si affronta il tema sanità, si ha a che fare con la salute dei cittadini il bene più prezioso che nessuno può continuare ad ignorare. Anziché creare i presupposti per il rilancio dell’ospedale di Policoro si stanno favorendo le condizioni per mandare i pazienti nelle strutture pugliesi. E i paradosso risiede nel fatto che in Puglia le strutture sono alle prese con piani di rientro a causa dei deficit conclamati e che imporrebbero chiusura dei reparti che invece non avviene. In Basilicata non mi risulta che ci siano piani di rientro quanto meno conclamati quindi non si capisce perché si stia adottando una politica all’insegna della irragionevole austerità che espone a serio pericolo la salute del personale sanitario sovraccaricato di lavoro e quella dei pazienti. Per fortuna, torno a ringraziare l’impegno degli addetti ai lavori che nonostante tutto riescono ad assicurare il benessere e la qualità della vita di chi richiede il loro intervento sempre puntuale e professionale”.


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