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Festa del Cinema di Roma: The Old Man & The Gun, Robert Redford è un infallibile rapinatore nel suo ultimo film come attore

Creato il 20 ottobre 2018 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
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Presentato alla Festa del Cinema di Roma, The Old Man & The Gun non è solo l'incredibile storia vera di Forrest Tucker, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca e evasioni dal carcere, ma è il film che segna l'addio di Robert Redford alla carriera di attore, con un ruolo che forse meglio sintetizza la carriera del famoso interprete

Forrest Tucker ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Nel 2003 la sua vita viene ricostruita dal giornalista David Grann con il suo ariticolo The Old Man & The Gun per il The New Yorker, raccontando quella che a tutti gli effetti sembra essere una storia adatta per una sceneggiatura. A 70 anni Tucker compie la sua impresa più impresa più popolare, riuscendo a evadere dalla prigione di San Quentin con una piccola imbarcazione fatta solo con legno di scarto ricavato dalla falegnameria della prigione. La sua non è la storia di un semplice rapinatore, ma di un vero e proprio artista della rapina e della fuga. Nell'arco di una vita le autorità hanno stimano un totale di oltre 4 milioni di dollari rubati rapinando principalmente banche da solo o insieme alla sua gang.

Il film di David Lowery ispirato all'articolo di Grann, è un singolare heists movie biografico con Robert Redford a vestire i panni dell'anziano rapinatore di banca. Tucker è un uomo apparentemente normale, e il suo modus operandi è sempre lo stesso: entra in una banca, finge di chiedere un prestito o di parlare con il direttore, mostra con assoluta tranquillità la pistola e aspetta che il malcapitato riempa la borsa con i soldi. Pochi minuti dopo Tucker scompare, seguendo sempre lo stesso procedimento: scambia l'automobile riconosciuta dalla polizia, si mescola tra la folla e ritorna a casa, aspettando il momento giusto per la successiva rapina.

La polizia sembra non avere mai abbastanza elementi per ricostruire l'identità di Tucker, nessuna impronta digitale, connotati troppo ordinari per stilare un identikit dell'uomo, e un solo e unico dettaglio che accomuna tutte le sue imprese: Forrest sembra essere sempre felice. Un elemento così unico che affascina il detective John Hunt (interpretato da Casey Affleck), un cinico e patologicamente annoiato padre di famiglia, che incuriosito dalla storia dell'anziano rapinatore inizia la sua personale caccia all'uomo.

Festa del Cinema di Roma: The Old Man & The Gun, Robert Redford è un infallibile rapinatore nel suo ultimo film come attore

Con The Old Man & The Gun Robert Redford giunge al suo ultimo film come attore. Con l'annuncio del suo addio alle scene, il film ha senza dubbio acquisito una diversa accezione, e, affiancando alla celebrazione di un grande artista del cinema internazionale l'unicità dell'uomo che racconta, David Lowery crea un'ironia piuttosto plausibile, un parallelismo tra le due identità. Può un grande attore essere paragonto a un maestro della rapina? La felicità e la passione per il proprio lavoro sembra essere il punto di collegamento tra i due professionisti. Non c'è dubbio che il ruolo di un ladro giunto a 80 anni (e una carriera iniziata a 15 anni con il furto di una bicicletta) sia talmente azzeccata per il famoso interprete di film come Butch Cassidy and the Sundance Kid e La Stangata da essere probabilmente il miglior modo con cui concludere una carriera; ma quel sorriso con cui in ogni scena e inquadratura Lowery incornicia il volto di Redford, così ossessivamente ripetuto in numerosi primi piani (quasi da rendere parossistico il suo significato), riesce a mettere in risalto quell'unico elemento con cui è possibile paragonare la carriera di un celebre attore alla passione di Tucker per la rapina: il divertimento.

Il caso di Forrest è così unico da essere probabilmente irripetibile, ma con un lungometraggio che non rappresenta soltanto l'addio dalle scene del celebre interprete, David Lowery porta in sala un film a cui si potrebbe rimproverare un'eccessiva attenzione all'uomo dietro il personaggio, ma, proprio per la natura sopra descritta del suo protagonista, non gliene si può fare una colpa.

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