Festival di Cannes 2013 – Sabrina Ferilli: “Sorrentino è un artista”

Creato il 22 maggio 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Festival di Cannes 2013
Sabrina Ferilli
ha prestato letteralmente anima e corpo al film di Paolo Sorrentino. Ne La grande bellezza interpreta Ramona, spogliarellista di quarantadue anni che aiuta il protagonista Jep Gambardella a riscoprire la dolcezza dei rapporti umani. Abbiamo incontrato l’attrice sulla Croisette, a poche ore dal red carpet in occasione della presentazione ufficiale del film.

Come ha preparato il personaggio di Ramona?
Paolo non ha fatto molte prove, non mi ha parlato molto del personaggio, però ricordo benissimo come l’aveva raccontata, poche righe: una maggiorata un po’ anni ’60, con apparentemente una grande solarità che porta dentro lo struggimento degli eventi vissuti in passato. Già in questo c’era tutto, e su questa linea mi sono mantenuta. Paolo è fantastico ma non è semplice lavorare con lui, perché non ti dice quello che vuole ma quello che non vuole. Quando siamo arrivati a capire il filo conduttore del personaggio, tra segretezza e dolore, mi sono lasciata andare.

Che Roma descrive il film?
Una Roma simbolica, imponente. Il film inizia con un giapponese che muore guardando la città, tanto bella da fulminarlo sul colpo. Roma ha ed è tutto ed il contrario di tutto. Potrebbe essere araba o europea, o tutte le razze insieme. Ha un’anima sommersa, è come una scatola con un coperchio che copre tutto. E dentro c’è sempre tanta vita.

I personaggi del film rispecchiano la realtà?
I nostri personaggi portano la cifra della romanità. Di questi l’unico veramente coerente e dignitoso è quello interpretato da Carlo Verdone, che alla decide di andarsene in campagna, ma anche la mia Ramona, nonostante il lavoro che fa, alla fine è una delle più pulite. Il film di Paolo è un affresco della scelleratezza, un quadro straordinario, coraggioso, mai scontato dell’umanità. E’ un’opera senza alcun timore, un film da vero artista, quale è Sorrentino. Se poi essere artista è un problema in Italia, allora è meglio fare tutti dei passi indietro, ci siamo tutti un po’ rimpiccioliti. Non tutto deve essere per forza compiuto, offrire tutte le chiavi di lettura. Così anche il cinema, anzi soprattutto il cinema.

Cosa rappresenta per lei il film La dolce vita, di cui La grande bellezza sembra un non dichiarato omaggio?
E’ un grande manifesto dell’effimero, e credo che i questo aspetto Sorrentino ha reso omaggio a Fellini. Ma il film non è un vintage rinfrescato, non è una copia stantia. L’omaggio del film, che va rispettato, è a Fellini, alla Dolce Vita e a Roma e alla sua mastodontica bellezza.

Cosa pensa del modo in cui il film descrive le feste della capitale?
Io sinceramente non le ho mai frequentate, ma nel film questa fauna mascherata è vista sempre con un certo affetto, è colorata, folkloristica e non penso che il modo in cui viene tratta sia offensivo verso nessuno, forse solo per chi si sente parte di tutto questo.

di Antonio Valerio Spera


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