Fettuccine dei Lessini

Da Silva Avanzi Rigobello

Insomma è proprio inverno. In due giorni le colline e le montagne si sono imbiancate, il vento gelido rotola giù dal Nord e si infila dappertutto.
Cresce la voglia di sapori caldi, intensi, pieni, di quei piatti insomma dei quali è meglio non tener conto delle calorie…
Anche la pasta che vi propongo oggi è tutt’altro che dietetica, ahimè. È ricca, saporita, profumata, golosa: non può essere anche ipocalorica!
E poi il sugo per condire queste fettuccine è particolare perché riunisce la raffinatezza del tartufo (quello nero dei Monti Lessini), delizia delle tavole signorili fin dall’epoca Napoleonica e la rustica salsiccia, proletaria e popolare (la nostra gustosa luganega).
L’abbinamento può sembrare ardito, ma mi sento di suggerirvi di provarlo… e dopo ne riparliamo.

Le fettuccine si fanno in casa con farina e uova, oppure si comprano belle e pronte, come preferite, calcolando 80 gr a testa in caso di pasta fresca e 50-60 gr se si tratta di pasta secca, ma ovviamente ognuno conosce l’appetito dei suoi commensali…
Adesso concentriamoci sulla preparazione del condimento per 4 persone normoaffamate.

Si trita una piccola cipolla e si fa appassire con una noce di burro in un tegame grande abbastanza da poter contenere poi la pasta, si aggiungono 4 foglie di salvia e 300 gr di salsicce spellate e sminuzzate.
Si fanno rosolare mescolando spesso. Si sfuma con 1 bicchierino di Cognac e una volta evaporato si finisce la cottura. La salsiccia deve risultare asciutta e sgranata.
Si toglie il tegame dal fuoco, si elimina la salvia, si uniscono 80 gr di gherigli di noci pestati nel mortaio (non frullati) insieme a 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato e pepe nero.
Nel frattempo si lessano al dente le fettuccine, si scolano e si versano nel tegame del sugo aggiungendo qualche cucchiaiata di acqua di cottura e alcuni fiocchetti di burro.
Si spadella velocemente e si serve caldissimo nei piatti individuali cospargendo con abbondante tartufo grattugiato al momento.

Questa è proprio la stagione migliore per la raccolta dei nostri tartufi (da novembre a marzo), mentre la qualità di quelli estivi è senz’altro inferiore.
Quando li trovo a prezzi ragionevoli ne compro un certo quantitativo e li ripongo in freezer.
I più grossi li conservo interi sigillati in un vasetto a chiusura ermetica, mentre i più piccoli li grattugio e li unisco al burro ammorbidito ottenendo un panetto da tagliare a scaglie all’occorrenza.


Archiviato in:Primi piatti