Comunque, c’è questo film, L’estate di Giacomo, di uno che ha 30 anni grossomodo, che prima ha fatto un documentario su alcuni cacciatori e su un certo spirito che si crea andando a caccia, che si chiama Jagdfieber ( e che si può vedere qua ). Un film girato con stile documentaristico, seguendo le giornate di Stefania e Giacomo, che ha appena riacquistato l’udito dopo un’operazione. Sono belli, belli nel loro girondolare incerto e impaziente, nei loro giochi d’acqua, nel loro avvicinarsi all’attrazione tirandosi la sabbia bagnata; nei loro discorsi un po’ sconclusionati, nelle parolacce di Giacomo e nelle risposte a mezza bocca di Stefania. Poi nei ricordi si immette un’altra persona, e il film finisce. Pur essendo fragile, sta avendo un discreto séguito, non so mai dov’è e se c’è un confine tra il sublime ( un altro confine in fondo ) e lo sgraziato, tra il bello e il brutto insomma.
Comunque, c’è questo film, L’estate di Giacomo, di uno che ha 30 anni grossomodo, che prima ha fatto un documentario su alcuni cacciatori e su un certo spirito che si crea andando a caccia, che si chiama Jagdfieber ( e che si può vedere qua ). Un film girato con stile documentaristico, seguendo le giornate di Stefania e Giacomo, che ha appena riacquistato l’udito dopo un’operazione. Sono belli, belli nel loro girondolare incerto e impaziente, nei loro giochi d’acqua, nel loro avvicinarsi all’attrazione tirandosi la sabbia bagnata; nei loro discorsi un po’ sconclusionati, nelle parolacce di Giacomo e nelle risposte a mezza bocca di Stefania. Poi nei ricordi si immette un’altra persona, e il film finisce. Pur essendo fragile, sta avendo un discreto séguito, non so mai dov’è e se c’è un confine tra il sublime ( un altro confine in fondo ) e lo sgraziato, tra il bello e il brutto insomma.