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FIDUCIA CONFERMATA, ma esiste libertà nel Popolo della Libertà?

Creato il 21 giugno 2011 da Fabiosiena @alternativadem

FIDUCIA CONFERMATA, ma esiste libertà nel Popolo della Libertà?

a cura di Mirko Boschetti

Roma, SENATO,“Non voglio rimanere per sempre a palazzo Chigi, né fare per sempre il leader del centrodestra. Voglio lasciar all’Italia, come mia eredità politica, un partito che si ispiri al partito popolare europeo, un baluardo della democrazia e della libertà!” così Berlusconi smorza le ultime dichiarazioni lanciate da Pontida, riguardanti un suo addio per la prossima legislatura. Se ne andrà, dopo 17 anni di dominio quasi ininterrotto, dopo che tutti coloro che erano suoi alleati, sono diventati suoi nemici. Se ne andrà, o almeno così dice, lasciando un partito “baluardo della democrazia e della libertà”.

Eppure tutti i suoi ex alleati lo hanno attaccato perché nel suo partito non c’è dialogo interno, non c’è proprio la libertà che è presente nel nome. Per fare successo all’interno del PDL bisogna avere buoni rapporti con Berlusconi, che è il partito stesso. Infatti tutti i berlusconiani, in questi anni, hanno avuto il compito infame di difenderlo per ogni cosa( dalle accuse dei vari processi Mills, Mediatrade, Mondadori ai più recenti casi “escort” ) arrivando ad utilizzare impegni pubblici per creare leggi “ad personam” (non a caso il successore designato potrebbe essere Alfano).

Anche sulla democrazia avrei qualche dubbio. Basta ricordare la campagna fatta da Sara Giudice (ex consigliere comunale PDL), per far dimettere la Minetti (ancora adesso igienista dentale/ consigliere regionale), che è costato alla “povera” Sara l’espulsione dal partito. E anche adesso, le “misere” proteste del PDL LAZIO (per non spostare i ministeri al nord), vengono ignorate dal patto sottoscritto da Berlusconi con la Lega. Inoltre, non dimentichiamoci, che il PDL fatica ad eseguire una sorta di primarie, e anche chi vorrebbe correre come leader di partito, per esempio Formigoni, dichiara: “solo se tra i candidati non c’è Berlusconi, perché se c’è lui, non si discute!”.

Libertà è partecipazione (scrisse Giorgio Gaber).


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