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Film stasera in tv: LA MADRE di Andres Muschietti (merc. 27 dic. 2017, tv in chiaro)

Creato il 27 dicembre 2017 da Luigilocatelli

La madre, Mediaset Italia 2, ore 23,25. Mercoledì 27 sicembre 2017.Film stasera in tv: LA MADRE di Andres Muschietti (merc. 27 dic. 2017, tv in chiaro)Film stasera in tv: LA MADRE di Andres Muschietti (merc. 27 dic. 2017, tv in chiaro)La madre (Mama), regia di Andres Muschietti. Con Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse, Daniel Kash.Film stasera in tv: LA MADRE di Andres Muschietti (merc. 27 dic. 2017, tv in chiaro)Un horror con i suoi effettacci speciali ormai inevitabili, ma più parente di certe ghost stories classiche. Anche qui bambino che sentono e vedono quel che gli adulti non riescono a percepire, anche qui uno spettro venuto dal lontano passato. Jessica Chastain è il nome di prestigio di questo film di genere, ma non corrivo, supervisionato da Guillermo del Toro. Voto 6 e mezzo
Film stasera in tv: LA MADRE di Andres Muschietti (merc. 27 dic. 2017, tv in chiaro)Da vedere, se non altro perché alla regia ci sta quell’Andres Muschietti che diventerà famoso assai con IT tratto da Stephen King (uno dei film più sopravvalutati del 2017, e però gli incassi sbalorditivi). Del 2013, La madre è coproduzione spagnola di ambizioni internazionali e globali, con il coinvolgimento (alla produzione esecutiva) di un guru del nuovo psicohorror come Guillermo del Toro e con protagonista una delle migliori attrici su piazza, parlo di Jessica Chastain naturalmente. Risultato, 150 milioni di dollari incassati nel mondo, di cui ben 72 sul difficile mercato nord-americano. Ora, mi chiedo – e me l’ero già chiesto ai tempi di The Impossible, anche quello un progetto made in Spain – perché il cinema spagnolo riesca a pensare e realizzare film di respiro e prospettive internazionali come questo e invece noi niente, sempre confinati in produzioni local che non ce la fanno quasi mai a diventare global. Scusate, ma cos’hanno gli spagnoli più di noi? Non hanno nemmeno la nostra tradizione cinematografica, però evidentemente son più svegli e pronti, hanno produttori e autori giovani che conoscono molto bene i codici linguistici, comunicativi e anche economici del cinema di genere attuale, e li sanno riprodurre. Sarà ora che ci diamo una mossa, se non vogliamo perdere ulteriori posizioni sul mercato.
Intanto guardiamolo, noi italiani, e pure studiamolo – onde copiarne la ricetta vincente – questo La madre (Mama), finanziato con capitali spagnoli e canadesi, scritto dai fratelli argentini Andres e Barbara Muschietti però diretto solo da lui, Andres, con un tutor messicano (Del Toro, per l’appunto), un’attrice americana (Chastain) e un attore scandinavo in ascesa (Nikolaj Coster-Waldau, lanciato dal film norvegese Headhunters e approdato poi a Il trono di spade). Psicohorror, si diceva, diverso dai film-mattatoio del sottogenere slasher o gore alla Non aprite quella porta, diverso soprattutto dai più perversi torture porn. Questa è, se vogliamo, una classica ghost story, con bambini che vedono cose oltreumane che gli altri umani non vedono e faticano a comprendere. Non manca il côté mostruoso con varie schifosità e repellenze, ma l’egemonia nella narrazione ce l’hanno gli incubi, le paure della mente, i fantasmi che vengono dritti dall’inconscio. Siamo dalle parti del Giro di vite di Henry James, o di film come The Others, solo un po’ più in là sul piano dell’effetto e dell’effettaccio (che volete, i tempi son questi, e se non mostri almeno qualche teschio che spalanca la bocca e azzanna qualche tenero brandello di carne umana la popcorn-platea non si diverte e non va a casa contenta). Due sorelline hanno vissuto per anni da sole in una capanna isolata nei boschi (le aveva portate lì il padre dopo aver ammazzato la moglie e prima di suicidarsi), e quando vengono ritrovate son delle selvagge, come ogni storia di bambini lupo e enfant sauvages insegna: saltellano come animali, non parlano, lanciano urla subumane, soprattutto hanno strane e orrorifiche visioni di qualcuno che loro chiamano Mama e si nasconde nei muri pronto a ghermire. Lo zio, che ha fatto di tutto per anni e anni per ritrovarle e che adesso le ospita in casa, si sacrifica eroicamente per il loro recupero, si dedica loro full time, ma il poveretto finisce ben presto in ospedale in coma. La gestione delle due difficili bambinette passa così sulle spalle della ragazza di lui, cantante in una rockband, non proprio entusiasta di doversi occupare di quel caso così imbrogliato, anche perché con le due piccole selvagge lei non ha legami di sangue. Solo che a poco a a poco si troverà coinvolta, quasi senza rendersene conto, in una storia da incubo. Colpa di Mama, la creatura con cui le due bambine sono in comunicazione, uno spettro in cerca di giustizia e vendetta pronto ad avventarsi su chiunque le sbarri la strada. Non sto a dirvi di più, dico solo che c’entra una vecchia storia successa cent’anni e più prima in un manicomio della zona. Non tutto è chiaro e logico, qualche passaggio narrativo resta lacunoso e contraddittorio, però il film ha una sua indubbia carica ipnotica e disturbante, riportando a galla paure profonde e collettive legate alla maternità, all’essere madri e all’essere figli, alla inestricabile simbiosi carnale e di anime che spesso si instaura tra chi genera e chi è generato. La regia si mantiene in equilibrio tra vecchio dramma psicologico e nuovo horror, concedendo qualcosa e più di qualcosa al gusto corrente. Jessica Chastain si muove aristocraticamente (e con caschetto nero che la rende a tratti non così riconoscibile) in uno spazio filmico abbastanza diverso dal suo solito, in un personaggio non così piacione, anzi non privo di durezze e antipatie, restio a occuparsi delle due bambine. Una vice-madre riluttante, che non ha voglia di esserlo, ma che poi non si tirerà  indietro nel momento in cui ci sarà più bisogno di lei.


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