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Film stasera sulla tv in chiaro: E LA NAVE VA di Fellini (lunedì 18 novembre 2013)

Creato il 18 novembre 2013 da Luigilocatelli

E la nave va, Rai Movie, ore 1,20.
e_la_nave_va_freddie_jones_federico_fellini_023_jpg_hjkaDel 1983, è il quart’ultimo film di Fellini, e già con un che di mortuario, di testamentario in ogni sua fibra. Fors’anche il suo ultimo vero grande film, con ancora ambizioni e voglia di raccontare attraverso una possente ed esemplare metafora il mondo, questo mondo, anzi questa Europa: colta qui sul finire della Belle Epoque, proprio mentre sta per partire il colpo di pistola a Sarajevo che precipiterà l’intero continente nella guerra globale e nei massacri su scala industriale. L’ho rivisto una ventina di giorni fa in Cineteca a Milano, allo Spazio Oberdan, e son rimasto da una parte irritato dall’artificio della messinscena così spudoratamente e beffardamente esibito (quel mare incredibile di carta stagnola e di cellophan luminescenti, quel solo rosso al tramonto quasi da disegno infantile), dall’altro affascinato dalla forza e dalla carica profetica e anticipatoria della storia (scritta da Tonino Guerra) e delle immagini. Oltre che da un bel mazzo di sequenze assolute. Nel 1914 una nave salpa da un porto italiano per raggiungere l’isola greca nelle cui onde verranno gettate le ceneri di un celebre soprano. Un viaggio che è un funerale di lusso, con a bordo amici e ammiratori della cantante scomparsa. Ci saranno parecchi imprevisti, compresa l’accoglienza a bordo di profughi serbi vaganti per mare nell’intento di allontanarsi dalla repressione austriaca seguita all’attentato serbo contro l’arciduca Ferdinando. Momenti magnifici: il coro davanti agli operai della sala macchina, la dispersione delle ceneri, l’arciduca e la sua corte (e la sorella cieca è Pina Bausch!). Vedendolo oggi ci si rende conto di come molto cinema successivo sia venuto da lì. Il Titanic di James Cameron ha molto preso da E la nave va (la divisione rigida tra le classi), Un film parlato di Manoel De Oliveira ha un tracciato narrativo straordinariamente simile. E la barca di Vita di Pi con a bordo la tigre arriva dritta dalla scena felliniana della scialuppa con su il narratore e il rinoceronte. Ancora una volta Fellini si rivela essere una miniera cui attingere idee. Vedendo i serbi soccorsi e accolti sulla nave tra molte polemiche e infiniti dibattiti tra i passeggeri, non si può non pensare a cosa succede oggi dalle parti di Lampedusa. (Ecco, mentre mi scorrevano davanti le immagini di E la nave va mi son chiesto anche quali cose mirabolanti e fantasmagorie Fellini avrebbe realizzato se solo fosse sopravvissuto e avesse potuto ricorrere agli effetti speciali del digitale).


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