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Filosofia dell’anima – Fausto Brizzi. E sulle anime immature.

Creato il 21 febbraio 2019 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
Filosofia dell’anima – Fausto Brizzi. E sulle anime immature.

Sfogliando Dagospia, mi sono imbattuta nell'immagine che fa da corredo a questo post. Si tratta di una immagine e di un titolo che mi hanno colpito, tantissimo. Premetto anche che io non conosco questo regista moderno (non amo il cinema italiano contemporaneo, e con poche esclusioni non amo il cinema italiano tout-court), né mi occupo di gossip che solletica il mio interessa quanto l'arrivo di una tempesta di sabbia sul mare della tranquillità lunare. Di Fausto Brizzi, protagonista del post di D'Agostino, ricordo però due cose: se non vado errata si occupava di dati lavori durante lo svolgimento delle "Leopolde" nel periodo del peggior renzismo, e soprattutto che fu coinvolto in uno scandalo di supposti abusi di varia e avariata natura, dal quale sarebbe partita la "rovina" che lui stesso va lamentando nel post di Dagospia.

Ancora ora, mentre leggo e rileggo il titolo di quel giornale online, molte domande si accavallano in testa: ma i 2000 numeri sul cellulare, perché? Per fare figo? O si trattava di un regista senza manco uno straccio di segretaria? Perché Brizzi girava per il mondo con le chiavi di casa di codesti "semplici conoscenti"? Di fatto, pur non conoscendo in nessun modo questa persona, il ritratto che emerge di costui, il ritratto che emerge dalla sola lettura di questo titolo è senza dubbio alcuno quello di un'anima, di uno spirito profondamente immaturo. Mi auguro dunque che queste informazioni buttate nell'etere siano frutto della fantasia del titolista, perché se dovessero rispondere a dati davvero provvisti dal regista ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli davanti a tanto squallore e povertà esistenziale!

D'accordo, la mia filosofia dell'anima recita, forse già al primo comma, che non bisogna giudicare mai! Che tutto ciò che uno spirito fa durante il suo cammino va bene, l'importante è fare... fermo restando il tempo che servirà a ripagare il karma accumulato, come è giusto che sia. Se è vero dunque che Brizzi non può essere "giudicato" da nessuno di noi, è pure vero però che la sua esperienza di vita si fa esperienza didattica sulla quale noi possiamo ragionare: non servono infatti a questo le nostre vite? Non servono forse a imparare, conoscere, sperimentare?

Allora, potendo scegliere, a me non interessa affatto sapere se Brizzi è stato davvero coinvolto negli scandali di cui è accusato (se lo è, un giorno sarà la sua stessa anima a chiedere di doverne rendere conto), così come non mi interessa sapere nulla del suo anelito verso il renzismo (tutti noi, nella nostra vita, abbiamo il diritto di fare cazzate e queste evidentemente erano le sue), ma d'altro canto, non so quanto darei per comprendere, per capire, quale necessità minima interiore spinge uno spirito a vantarsi di avere 2000 numeri sul telefonino, o ad andarsene in giro per il mondo con le chiavi di casa di "semplici conoscenti". Un mistero arcano per quanto mi riguarda.

La straordinaria "confusione" di quest'anima, mi ripeto, immatura, che, solo a cose fatte, a ragion veduta, comprende che gli "amici" non erano quelli di cui aveva il numero di cellulare o le chiavi di casa in tasca, è dunque chiaramente visibile per chiunque abbia occhi in grado di vedere, per chiunque abbia voglio di guardare. Di fatto non ci sarebbe altro da dire se non contemplare il mesto status-quo. Nel caso di Brizzi però qualcosa dobbiamo aggiungerla, perché quest'anima si voleva "regista", dunque si voleva, magari si vuole ancora, pedina intellettuale, insomma qualcuno capace di spiegare il mondo, nonché le sue complesse dinamiche agli altri, grazie alla sua arte. Non si tratta di cosa da poco, tutt'altro!

Che a ben pensarci il regista Brizzi forse il suo primo "play" davvero educational, didattico, ce lo ha comunque fornito: non con la sua produzione cinematografica però, ma con la sua esperienza di vita. Ed è in fondo questo che lo riporta con i piedi per terra, che lo fa di nuovo uno di noi, un'altra di quelle tante anime immature che non ci piacciono, che non sentiamo o non vogliamo sentire simili, ma che dobbiamo amare comunque per come sono, e dobbiamo amarle.... incondizionatamente. 'ciderba!

Rina Brundu

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