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Filosofia dell’anima – Hitler, Einstein e gli altri “prominent Jews”.

Creato il 28 marzo 2019 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
Filosofia dell’anima – Hitler, Einstein e gli altri “prominent Jews”.

"La follia di Hitler ha rovinato la vita dei miei cari" ha scritto Albert Einstein in una lettera inviata alla prima moglie Mileva il 17 aprile 1934. In quella stessa lettera - che è saltata fuori all'improvviso poco tempo fa e che poi è stata venduta a Los Angeles per circa 40000 dollari - il grande fisico parla anche delle difficoltà economiche che stava vivendo e che gli impedivano di prendersi cura come avrebbe dovuto del figlio schizofrenico, Edoardo.

Non è questa la sola missiva spedita da Albert Einstein alla famiglia dall'America - dove si era rifugiato quando dal 1933 in poi diventò impossibile per gli ebrei evitare le persecuzioni nazionalsocialiste. In un messaggio del 1939, diretto al Dottor Maurice Lenz (in calce), egli scrisse tra l'altro: "La capacità di resistenza che ha permesso al popolo ebreo di sopravvivere per migliaia di anni è stata per lo più determinata dal nostro riuscire ad aiutarci l'un l'altro.... In questi anni terribili il nostro senso per il mutuo soccorso viene messo duramente alla prova. La mia speranza è che si riesca a superare questo esame alla maniera dei nostri padri. Noi non abbiamo altre armi a nostra difesa se non la solidarietà, nonché la coscienza della sacralità della causa per cui stiamo soffrendo. Deve essere motivo di grande gratificazione per voi il sapere dell'importante contributo che state dando nel salvare gli ebrei perseguitati onde portarli verso un futuro migliore".

Fa molto bene al cuore leggere queste parole di Einstein, anche perché, come ben sa chi conosce le sue vicende biografiche, il suo esempio di uomo non è stato altrettanto mirabile dell'insegnamento da lui provvisto come scienziato. Questi pensieri verso i suoi fratelli che non avevano avuto la fortuna di tanti "prominent Jews" come lui, di fuggire subito il vecchio continente infestato dallo spettro nazista, contribuiscono a far diradare anche tante altre ombre.

Chi ha studiato il periodo del nazionalsocialismo sa molto bene, infatti, che anche in quegli anni tristissimi per l'Europa, l'animo umano ha continuato a mostrare la sua formidabile miseria non solo quando albergava dentro i corpi degli aguzzini, ma pure quando abitava i corpi delle vittime. A causa di ciò furono tantissimi i potentati ebrei a qualsiasi titolo - chiamati "prominent Jews", appunto - che riuscirono a lasciare quasi immediatamente il vecchio continente e a partire per l'America. Purtroppo, come ben sappiamo, altro destino fu riservato a chi non aveva mezzi per corrompere i zelanti funzionari alla Eichmann...

A questo punto della mia vita, io credo di avere una idea molto precisa di cosa sia stato il nazismo, che ho studiato senza mettermi bende agli occhi di alcun tipo, proprio come sono usa fare con qualsiasi argomento... tuttavia, a volte ho come l'impressione che se un giorno dovessi abbandonare la via delle macro-dinamiche, finanche scordarmi degli inenarrabili crimini comessi dagli Himmler, dagli Hitler, dai Goering... per guardare nel microcosmo creato da quella perniciosissima dottrina, dunque dentro le funeste micro-dinamiche che da essa ne scaturirono, io non sarei mai capace di affrontarle e studiarle come servirebbe.

Non avrei insomma la forza d'animo necessaria per scendere in un simile Maelström, per fissare l'abisso!

Rina Brundu
Filosofia dell’anima – Hitler, Einstein e gli altri “prominent Jews”.

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