“Finchè morte non ci separi” è il dissacrante slogan (accompagnato da un’immagine altrettanto ironica ed irriverente) scelto dalla ditta specializzata in trasporti funebri per sottolineare il paradosso che contraddistingue la vita di tanti omosessuali a cui é ingiustamente negata la “livella” dei diritti. Insomma, nella città simbolo degli scongiuri e del culto dei morti, Arcigay e Bellomunno rivendicano il diritto ad un’esistenza in cui tutti siano davvero uguali, proprio come si è uguali nella morte.