Magazine Società

Fine del mondo 2012: 6 personaggi dello spettacolo immaginano il loro ultimo anno

Creato il 04 gennaio 2012 da Tnepd

Fine del mondo 2012: 6 personaggi dello spettacolo immaginano il loro ultimo anno

Se aveste un anno per fare ciò che non ho mai fatto, dire ciò che non avete mai detto, vedere ciò che non avete mai visto, senza problemi di soldi (nella nuova èra cambierà anche il denaro, no?), che cosa fareste? La Stampa ha intervistato a sei personaggi dello spettacolo e hanno scoperto che loro, come probabilmente tutti noi, penserebbero ai fondamentali dell’esistenza. La parola a Fabio Volo, Laura Pausini, Roberto Bolle, Caterina Balivo, Francesco Renga, Christian De Sica. Cliccate su “Leggi tutto” per leggere le interviste.
Laura Pausini: “Starei sul palco ogni singolo giorno”

Questa cosa dell’anno dei Maya mi fa un po’ strano, e naturalmente voglio pensare che non sia vero. Ma qui mi si chiede un esercizio di fantasia, e allora provo a pensarci.

Certo, solo un anno è poco, però non vorrei perdere neanche un giorno senza stare con le persone che amo, la mia famiglia, mia sorella, il mio compagno, i parenti. E non voglio ovviamente dimenticare i miei fan, ai quali in fondo devo proprio tutto.

In questo momento, quando ho appena dato il via a un tour mondiale, se fosse l’ultimo anno della mia vita vorrei cantare tutti i 365 giorni per stare sul palco e rimanere negli occhi, se fosse possibile, di tutto il mio pubblico, nessuno escluso.

Fabio Volo: “Una tavolata all’aperto con tutti gli amici”

Certo che se tra un anno finisse il mondo, sarebbe davvero un bel casino. Però, nel frattempo, qualche sfizio mi piacerebbe proprio togliermelo. Primo fra tutti, una mega-festa a cui invitare parenti, amici e le persone a cui voglio bene. Già me l’immagino: un’immensa e scenografica tavolata all’aperto con una gigante grigliata di carne, vino a volontà e tanta bella musica. Ovviamente scelta da me. E visto che, l’avrete capito, amo mangiare, vorrei imparare a fare con le mie mani almeno tre gusti di gelato. Con delle buone basi nella preparazione di crema, pistacchio e nocciola, probabilmente potrei morire molto più felice.

Poi le lingue. Ma non quelle di gatto, che peraltro con il gelato vanno benissimo. Mi riferisco agli idiomi che hanno un suono particolarmente suadente. Sono sincero, parlo poco e male francese e inglese. E se il tempo fosse maledettamente poco, mi butterei a capofitto nello studio del portoghese, che è così armonioso, e del cinese, che se l’universo continuasse oltre a quella fatidica data potrebbe tornare molto utile a tutti.

Roberto Bolle: “Me ne andrei in Sudamerica. E a Medjugorje”

Vorrei finalmente provare a volare. Con il deltaplano, naturalmente. Poi andrei alla scoperta dell’America Latina, che mi attira molto. Ma ho pure un’altra meta in testa: un pellegrinaggio a Medjugorje. Infine, un sogno caldo e goloso: un bagno nel cioccolato fondente all’80%.


Caterina Balivo: “Direi ai miei tutto ciò che non sanno di me”

Prima di tutto, mi piacerebbe trascorrere un’intera giornata (ma forse anche un semplice pranzo potrebbe bastare) con i miei genitori, soli, io e loro. In quell’occasione, solo in quella, potrei finalmente dire tutte le cose che sin qui non ho mai avuto il coraggio di dire. Una confessione in piena regola, insomma, che forse gli farebbe capire come sono fatta realmente.

Poi vorrei fare un viaggio, non proprio il giro del mondo, ma qualcosa di simile: vorrei arrivare al Polo Nord e da lì andare in India e infine in California, a San Diego. Se il mio fidanzato mi vuole accompagnare, bene, altrimenti ci andrei anche da sola. San Diego è una città in cui sono sempre accadute cose importanti per la mia vita, un luogo di incontri e di svolte che hanno lasciato un segno.

In quella città, sulla spiaggia, o almeno in un luogo con vista sull’Oceano Pacifico e con una tavola da surf al mio fianco, aspetterei la fine del mondo e mi godrei lo spettacolo.

Francesco Renga: “Vorrei la pace della mente e della coscienza”

Se le cose stessero davvero così, innanzitutto aspetterei il giudizio divino cercando di essere in pace con la mia coscienza. Poi darei una festa dove mi circonderei di tutti gli amici di ieri e di oggi: una grande cena con del buon vino rosso con le persone che ni hanno fatto divertire. La terza: per non farsi prendere dall’ansia, cercherei in tutti i modi una via per la pace della mente, in modo da alleviare la depressione che probabilmente si impadronirebbe del genere umano.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :