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Fine Servizio PT. 1

Creato il 02 febbraio 2017 da Morgatta @morgatta

Fine Servizio PT. 1

“Il cameriere non è colui che porta i piatti, è quello che ti deve far star bene quando sei a cena fuori”

Storia in 3 piatti e 3 puntate: FINE SERVIZIO pt.1

Fine Servizio PT. 1

Cosa c’è nella bruschetta al pomodoro?” – “Signora, non me lo sta chiedendo sul serio, vero?

O cazzo, ho risposto anche questa volta. E’ più forte di me, non ce la faccio. Porgo gentilmente il risotto con gamberi e limone su pesto di zucchine e mandorle alla signora del tavolo accanto, una specialità del giorno davvero insolita per questo posto…forse Gino (il cuoco) ieri sera s’è ubriacato o si è guardato la finale di Masterchef…

“Buonasera”.

“…sgrunt…”

“Hello.”

“…”

“Do you like to have dinner?”

“…”

Niente, via, con i russi proprio non riesco ad andare d’accordo. Allora entrate e fate un po’ come vi pare. Ma sì, certo, il tavolo da quattro anche se siete in due è perfetto. Prego, mettetevi pure uno vicino all’altro, se volete vi passo anche il telecomando e facciamo finta di essere a casa a guardare la televisione.

“Piantala di sbuffare, tanto ormai siamo a fine servizio, non verrà più nessuno”.

“Ho capito, ma cazzo, non si sentono fuori luogo? Dico io, mille tavoli da due e si vanno a mettere in quello gigante? Io…boh…”

Mentre impreco nemmeno troppo sottovoce, penso che nonostante siano ormai quasi sei anni che lavoro qui dentro, non mi abituerò mai alle facce di culo, a chi non saluta, a chi entra come se fosse a casa sua, ai maleducati. Ogni volta mi viene voglia di rispondergli a tono, nel vano tentativo di inculcargli quel poco di educazione necessaria ad una civile convivenza. Poi ci ripenso e dagli utopici progetti di redenzione del genere umano, ritorno su una più realistica constatazione dell’evidenza: non posso salvarli tutti, quindi che affoghino nella loro inciviltà. Mentre Dario gli porge i menù, gentilmente tradotti in russo, io zompetto dietro al bancone, cercando di sistemare il caos di biccheri, bottiglie e cestini di pane lasciati dal mio caro collega. Ogni medaglia ha il suo rovescio: vuoi lavorare con in un circolo di maschi di bell’aspetto, carini, gentili e che ti coccolano come una principessa? Allora beccati anche il disordine, la confusione, la sprecisione e la scarsa propensione a quelle mansioni erroneamente etichettate come “femminili” che per questo lasciano spesso fare a me, con la scusa che mi riesce bene, che le faccio meglio e tante altre belle parole con le quali mi lasciano sempre a spazzare la sala. E io odio spazzare. Preferirei mille volte andare a buttare i sacchi della spazzatura, i muscoli non mi mancano, la voglia di farmi quattro passi fuori da qui nemmeno, ma no, “questo è un lavoro da uomini” e vai di interminabili ramazzate al pavimento di cotto.

A cosa stai pensando?

Alla scopa…” rispondo distratta alla domanda del capo, che mi fissa con uno sguardo a punto interrogativo, ignaro dei viaggi della mia mente.

Anzi, vediamo un po’ se quel Cretino si degna di venire a farmi visita almeno stasera…

Ancora?!?” Tuona lui dietro alle mie orecchie, mentre mi scruta con quella faccetta scura combattuta tra il rimprovero, l’inquisizione e la rassegnazione. [Continua…]

RISOTTO CON GAMBERI E LIMONE SU PESTO DI ZUCCHINE E MANDORLE di cucinamo

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