Fiorentine alle Cascine

Creato il 18 giugno 2012 da Larivistaculturale @MePignatelli

Téophile Gautier, poeta francese, durante il suo soggiorno a Firenze nell’Ottocento, amava passeggiare alle Cascine.

Ci ritrovava il bel mondo che usava mostrarsi attorno alla Rotonda. Preferiva molte volte, andare alle Cascine, che vedeva come ‘les Champs-Elysées de Florence’, piuttosto che nei musei. Troppe volte, diceva, i visitatori si concentrano sulle antichità e sull’arte di Firenze.

Gautier, quindi, andava al Parco e ammirava le belle donne che passavo in calesse. Si dice che, come Stendhal, preferisse le lombarde alle toscane, ma nota nelle fiorentine un carattere che dà alla loro bellezza qualche cosa di più spirituale.

“Le donne di Firenze, meno belle delle Milanesi, delle Veneziane o delle Romane, ma sono più interessanti e parlano alle idee; piaceranno allo scrittore psicologo. I loro occhi sono velati di melanconia, hanno la fronte un poco sognatrice e qualcuna offre un’aria di vaga sofferenza, sentimento molto recente e molto cristiano, che si cerca invano nelle statue greche o romane”.

E conclude il racconto del suo ‘Voyage en Italie’ con l’immagine di una fiorentina che incuriosì tutta la società cosmopolita che frequentava il Parco.

“Comparsa un giorno sulla Rotonda, sola, adagiata in fondo ad un calesse bruno, avvolta in uno scialle di crepe bianco lungo fino ai piedi, la donna aveva un’aria delle più distinte e un’eleganza moderna, dal portamento che pareva inglese tanto mostrava riserbo.

Il colore rosato del suo incarnato e il collo quasi bluastro, tanto era chiaro, parevano indicare una bellezza del Nord. Ma la scintilla dei suoi occhi di zaffiro era così viva che pareva essere stata accesa nei cieli del Sud. Inglese? Italiana? Francese? Non lo sapeva nessuno. Si fermò un attimo. Si vide un braccio seminudo ed una piccola mano guantata che giocherellava con una camelia porpora su una guancia distratta. Doveva essere un gesto involontario che le era abituale.

Il giorno seguente, alla Rotonda delle Cascine, si attese il ritorno della donna. Ma non comparve.”

Il poeta fece rientro a Parigi senza mai aver incontrato la leggiadra Maria Mattei.

Libera traduzione di Téophile Gautier,

Voyage en Italie, Paris 1879

di Melissa Pignatelli.



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