Ad eseguire dieci misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone accusate di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio è stata la squadra mobile di Firenze. Si tratta di una ramificata organizzazione di spacciatori che riforniva di cocaina e hashish il “mercato” del capoluogo toscano.
Coinvolti il capo e una serie di complici con la funzione di “fattorini”: il primo riceveva le telefonate con le richieste di droga, gli altri erano inviati a consegnarla e a riscuotere i pagamenti.
Il capo è un ventiduenne marocchino che aveva messo in piedi l'organizzazione mentre era agli arresti domiciliari per lo stesso tipo di reato.
La spaccio, che gli investigatori definiscono fiorente, aveva come luoghi di riferimento della città Piazza Leopoldo e Lungarno del Tempio, due quartieri residenziali ai lati opposti della città.