Flower Flesh e Mindlight al Raindogs

Creato il 24 gennaio 2015 da Athos Enrile @AthosEnrile1

Fotografia di Stefano Mantello
Serata mista, tra prog e metal venerdì 23 Gennaio al Raindogs di Savona. I protagonisti sono i Flower Flesh, provenienti della zona di Albenga, mentre giocano in casa i Mindlight. Generi diversi che riescono ad abbracciare i gusti di un’audience variegata, all’interno di un club che si presta per la proposizione di performance che variano dall’intimistico all’esplosione ritmica. I F.F. ripropongono parte del loro album del 2012, The Duck in the Box, con l’aggiunta di inediti e di una apparente follia prog, che a conti fatti esalta la necessità melodica reclamata dalla musica progressiva: “Una ragione di più”, di Reitano/Vanoni, è un atto di coraggio - ormai un brano consueto nel repertorio live della band - e testimonia come nulla sia vietato quando si è al cospetto della qualità. Difficile come sempre arrivare alla confidenza da palco, ma Alberto Sgarlato e compagni trovano subito il filo del discorso, riuscendo a catturare l’interesse di un pubblico forse poco abituato alla concentrazione di cui necessita certa trama prog, e col passare dei brani riescono a sintetizzare e a mettere in mostra le loro peculiarità, che da sempre sono la rappresentazione della contaminazione rock modellata su di un copione più “classico”. Una buona opportunità per far conoscere la loro proposta ad un pubblico, o almeno parte di esso, alternativo. Il video a seguire immortala il brano a cui si accennavo in precedenza.

Alla fine dell’esibizione dei Flower Flesh il mio tempo a disposizione era scaduto, ma sono riuscito ugualmente ad ascoltare i primi due brani dei Mindlight.
                                                             Fotografia di Stefano Mantello Conoscevo un volto passato della band, avendo avuto occasione di far parte della giuria del contesto “SBAND”, nel 2011, occasione in cui arrivarono in finale piazzandosi poi al terzo posto. Grande la differenza che ho trovato, legata soprattutto alla presenza di un frontman carismatico, Davide Garbarino - che mi dicono anche ottimo tastierista - capace di trascinare il pubblico e movimentare la serata, almeno la parte in cui ero presente. Per gli amanti delle etichette il genere è metal, e non mi avventurerei nei rivoli delle differenti ramificazioni. La potenza è notevole, garantita da una sezione ritmica “pesante” e dalla doppia chitarra, sulle cui trame incide in modo decisivo il lavoro del vocalist. Ad essere pignoli, sono presenti venature prog, grazie soprattutto all’impegno tastieristico.

Anche in questo caso, meglio delle parole … la musica!



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