Sono intervistati ricercatori come Giorgio Metta (docente di Robotica Università di Genova) e Alberto Tettamanzi (Università di Milano) i quali ripropongono l'idea che un chatbot, ovvero un Robot in grado di rispondere a domande tramite un database di risposte preconfezionante non sia in realtà davvero intelligente.
Noto però, da futurologo, ricorrere quello che è lo "spostamento in avanti" relativamente a quello che i cervelli non possono fare. Prima si diceva che non avrebbero mai vinto a scacchi, poi che non avrebbero mai dialogato alla pari come un essere umano ecc. Invece, a quanto pare, la I.A. progredisce e quindi le previsioni del transumanista Ray Kurzweil (definito "scienziato eccentrico" nell'articolo) forse non sono così campate in aria come si pensava. Probabilmente è solo una questione di tempi e di algoritmi e qui la logica fuzzy e le reti neurali artificiali potrebbero segnare il salto di qualità in questo campo della ricerca. Continuando così prevedo che fra qualche lustro potremo disporre di robot ingegneri, robot medici e così via...