Folle Roma: a Leverkusen è 4-4!

Creato il 21 ottobre 2015 da Agentianonimi

A chi le rimproverava l’anno scorso di essere noiosa la Roma risponde così. Una notte di follia pura, ancor più di quella che aveva infiammato i cuori giallorossi all’Olimpico contro il Barcellona, rievoca i fantasmi ma porta anche un bel carico di liete sorprese.

L’atteggiamento romanista in Europa è sempre quello: 6 gol incassati nella prima mezz’ora sono decisamente troppi (non si può sempre pensare di rimontare…) e un avvio da brividi è ormai con buona probabilità da mettere in conto. Sotto di due gol nella tana di chi ad agosto aveva eliminato i cugini, la banda di Garcia non si da per vinta. E rimonta. Forte.

Arriva a infilare 4 gol ai padroni di casa, che vantano nelle loro fila nientemeno che Hernandez, ex United e Real (che segna due gol e in pieno recupero fallisce il terzo). Il carattere c’è quindi, e la qualità pure. Ma proprio quando l’impresa sembra fatta, ecco un altro uno-due e puf, tutto sprecato. E la vera Roma dov’è? E’ tutto questo, ovvio.

Uscire da una trasferta del genere con un solo punto è un delitto e la Roma lo sa. Se in campionato tre vittorie consecutive hanno issato la lupa capitolina fino alla seconda piazza, in Champions la storia è diversa. Questa storia racconta di otto partite consecutive senza vittorie, record negativo per il club. La porta giallorossa inoltre viene violata almeno una volta da 25 partite europee consecutive (solo tre squadre nella storia hanno inanellato una striscia peggiore). Ma, come nella serata di ieri, c’è anche un lato positivo, quello della prima doppietta continentale di De Rossi, diventato il terzo miglior marcatore europeo del club dopo Totti e Vucinic, e quello della seconda quaterna in un match di Champions (dopo il 4-1 alla Dinamo Kiev del 2007).

Ma la vera evoluzione è stata sul piano del gioco. Uno dei motivi che hanno portato Garcia ad accontentarsi del secondo posto l’anno scorso è stato un gioco poco entusiasmante, troppo tattico, soprattutto nel girone di ritorno. E ora? Ora è l’opposto. La Roma segna, subisce, gioca, riparte, attacca, difende. Ed è molto più piacevole da guardare. Non a caso ha il miglior attacco della Serie A (20 gol in 8 partite) e il terzo in Champions (7 gol in 3 partite). La difesa, al contrario, regala parecchi brividi in più: 8 gol presi in Champions (in 3 partite), 10 in Serie A (in 8 partite). Insomma, se la Roma gioca troppo si scopre, ma se non gioca fa solo catenaccio (sarebbe successo anche con il Barcellona, se Florenzi non si fosse travestito da Stankovic). Del resto, solo il Frosinone ha lasciato inviolata la rete di Szczesny (o De Sanctis).

A tutto questo si aggiunge un pizzico di indecisione in più in panchina. Sul 4-3, Garcia ieri sera ha scelto di inserire Dzeko, con il Bayer che stava spingendo a tutta e la squadra ansimante. Risultato, zero copertura in più e meno velocità in eventuali ripartenze. Un errore che ha contribuito alla clamorosa rimonta finale, un po’ come era successo l’anno scorso con il Cska. Proprio Dzeko è uno dei punti interrogativi di questa squadra, insieme alla ricerca di un modulo che eviti la formula “o si va a mille o niente”. Nel calcio serve anche ragionare.


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