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Francia, glifosato nelle urine. Cittadini denunciano Monsanto e le istituzioni

Creato il 01 ottobre 2018 da Informasalus @informasalus

glifosato
Sono decine le denunce di cittadini francesi che hanno ritrovato nelle urine concentrazioni di glifosato ben oltre i limiti consentiti

“Attentato alla sicurezza altrui e all'ambiente”. Con questa motivazione 60 persone si preparano a presentare una denuncia al tribunale della città di Foix, in Francia, in seguito alla scoperta di presenza di glifosato nelle loro urine. Queste denunce si aggiungono ad altre otto depositate nel mese di giugno per lo stesso motivo.

Ad essere sotto accusa non sono solo la Monsanto e le aziende che utilizzano prodotti con il glifosato ma anche le istituzioni che ne hanno consentito e ne consentono il commercio. Secondo la Campagna Glifosato, le analisi di 73 nuove ricerche sul glifosato nelle urine dimostrano ancora una volta che l'intossicazione da questo pesticida è sempre presente. La media dei 73 risultati era 1,43 nanogrammi per millilitro più di 14 volte la dose autorizzata di glifosato nell’acqua potabile (0,1 ng / ml).

Del resto il glifosato rappresenta un rischio per la salute di tutti, non solo per chi vive vicino ai campi. È quanto sostengono le analisi condotte nel 2017 dal mensile "il Salvagente", in collaborazione con l'associazione "A Sud": 14 donne incinte su 14 esaminate a Roma sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

“Se non si cambia rotta nessuno può sentirsi al sicuro. Né può pensare che lo siano i propri figli, neppure se non hanno ancora visto la luce - spiegava Riccardo Quintili, direttore de il Salvagente -. Tra le tante cose da cambiare c'è anche l'atteggiamento di chi dovrebbe istituzionalmente difendere i consumatori e invece spesso si macchia di conflitti di interessi che ne ottenebrano il giudizio".

“Ci sono numerosi dati sperimentali – ha spiegato Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di ISDE - Medici per l'Ambiente - che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata. Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l'erbicida agisce anche come interferente endocrino”.


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