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Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budello

Creato il 08 febbraio 2019 da Cicciorusso

Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budello

Ciao zombini, eccoci giunti ad una nuova entusiasmante puntata della rubrica preferita di Rinaldi Otello (tre chili de trippa e due de budello). Oggi ci occupiamo dei soliti cloni degli Incantation e di fare marchette ad un’etichetta polacca, che ovviamente mi rifornisce periodicamente di conserve sotto’olio di peperoni e crauti, nonché salsicce affumicate per la mia griglia. Se non avete ancora smaltito l’incazzatura per l’implacabile e severa ma giustissima opinione espressa nella rievocazione di Dreaming Neon Black dei Nevermore dal nostro orribile Cesare Carrozzi e cercate una lettura più leggera per risistemarvi l’umore e non pensare a quanto il mondo sia un posto cattivo e privo di certezze, allora buttatevi sul death metal, che non c’è da pensare troppo e qualche bel riffone lo si trova sempre. O quasi.

Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budello

Francamente sta storia dei cloni degli Incantation sta iniziando a stufare. Non dovrei ribadirvi, spero, la teoria secondo la quale il death metal odierno si divide essenzialmente in tre categorie, ma gli OSSUARIUM appartengono a quella che vede la band di Onward to Golgotha come guru spirituale.

Ogni volta però che vedo una copertina che ha dell’appeal, come quella di questo Living Tomb, mi rendo conto, premendo il fatidico tasto, che potrebbero essere… i Tomb Mold? o i Blood Incantation? Boh, ho anche perso il conto di tutta questa roba e alla fine sono tutti gruppi uguali. Per carità, non c’è infamia nel suonare un death metal vecchio stile, il che è sempre meglio che pomparsi di steroidi come quasi tutto il roster della Century Media o della Nuclear Blast, roba che comunque non ha nemmeno lo stesso target di questi americani di Portland, immagino, i quali si rivolgono chiaramente al putrido consumatore di quel death metal orripilante e che odora della muffa secolare di un puzzosissimo sarcofago.

Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budello

Continuiamo invece con la Godz ov war Productions, etichetta polacca molto attiva anch’essa sul versante death/black metal, e che porta  non certo una ventata di aria fresca, ma roba di tutto rispetto come ad esempio gli apolidi ETERNAL ROT, band i cui componenti sono sparsi tra Regno Unito e Polonia, appunto, ma che dalla loro hanno la qualità di un suono davvero incredibile che ha fatto saltare sulla sedia pure uno come il sottoscritto, che tra demo, 7”, dischi vari ne ha sentite di ogni tipo in questo genere. Eppure è ancora lecito sorprendersi con questi zozzoni, che verso la fine dell’anno appena passato se ne sono usciti con Cadaverine, di cui appunto parliamo qua. Fidatevi, era da un po’ che non sentivo una puzza di decomposizione così pungente. Terrificanti e allucinanti nella loro  soffocante lentezza. 

Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budelloSempre in ambito Godz ov War, vi devo segnalare un’altra gradita uscita, stavolta proveniente dal soleggiato e pericolosissimo Messico, dove tra una decapitazione e l’altra quattro ragazzotti di Guadalajara, forse ispirati da tanto gore, hanno messo su una baracca di riff abbastanza oscena chiamata MORBID MESSIAH, che se ne è uscita prima nel 2016 con l’ottimo In the name of True Death Metal, sempre su Godz ov War, e alla fine del 2018 con Demoniac Paroxysm, stavolta su etichetta spagnola Memento Mori. Forse un passo indietro in termini di brutalità dei suoni, qua giusto leggerissimamente ripuliti ma assolutamente da scoperchiamento di tomba. La classica copertina in bianco e nero con gli scheletrini li colloca decisamente sul versante demoniaco/cimiteriale, ma la genuina vena thrash old school è adorabile, e sono i riff, come già accennato, che parlano alla fine. Il resto sono chiacchiere.

Frattaglie in saldo #39: tre chili de trippa e due de budello

E passiamo ora agli INNUMERABLE FORMS, invero uno dei moniker più belli che ho sentito negli ultimi tempi, che con il loro primo full Punishment in Flesh, uscito però a metà 2018 (lo so, scusate, ancora un recuperone) ci propongono un’altra copertina in bianco e nero con morti ammazzati ed un death metal abbastanza classico e pesante, sempre su un versante parecchio doom e orrorifico, con begli spunti melodici negli assoli, che ricordano le cose più oscure e putride proveniente dalla terra di Pippi Calzelunghe come Gorement e così via. Provare per credere. È tutta roba che fa sempre piacere riascoltare periodicamente.

Ma chiudiamo con gli impronunciabili TRUCHŁO STRZYGI (pron. tru-huo st-gighi), che nel nome si rifanno a Strzyga, ovvero un’entità demoniaca della mitologia slava. I polacchi sono fautori di un divertente ed atipico thrash/grind con cori da stadio misti ad invocazioni improvvise, conditi da quella dose di punk/hardcore che ci sta sempre bene e li rende ancora più atipici e folli. Veramente spassosi. Pora Umierać (“Tempo di Morire“) esce sempre su Godz ov War, etichetta che a questo punto è davvero da tenere d’occhio, visto che non si sta limitando ad avere “i cloni dei cloni di” in scuderia, ma cerca di non prendersi troppo sul serio e proporre prodotti validi e talvolta anche originali, come questi TS, appunto.

E per oggi è tutto, alla prossima. (Piero Tola)


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