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Freies Musikzentrum Feuerbach – “Orfeo, eine transkulturelle Oper”

Creato il 03 maggio 2018 da Gianguido Mussomeli @mozart200657
Freies Musikzentrum Feuerbach – “Orfeo, eine transkulturelle Oper”Foto ©Stefanie Simbeck

Dopo il debutto a München, salutato da grandi consensi di pubblico e critica, l’ associazione Zuflucht Kultur ha presentato anche da noi, nella sala da concerto del Freies Musikzentrum a Feuerbach, nei pressi di Stuttgart, lo spettacolo dedicato al mito di Orfeo, ultimo progetto tra quelli finora realizzati dal sodalizio diretto da Cornelia Lanz. Gli spettacoli prodotti da Zuflucht Kultur hanno totalizzato un gran numero di repliche nei teatri di tutta la Germania. Il caloroso successo di pubblico ottenuto finora da tutte le rappresentazioni, che si è ripetuto anche in questa circostanza, è la testimonianza più significativa della validità e del significato profondo che il lavoro di Cornelia Lanz e dell’ associazione da lei fondata e diretta assume nel particolare contesto storico e sociale che stiamo vivendo in questa epoca. La nuova produzione, intitolata Orfeo, eine transkulturelle Oper, è un progetto operistico ancora una volta assai originale e creativo come tutti quelli finora presentati da Zuflucht Kultur e dei quali mantiene la filosofia di base costituita dalla collaborazione tra profughi provenienti dal Medio Oriente e dall’ Africa con musicisti professionisti, per la realizzazione di produzioni nelle quali la musica operistica viene accostata a suoni e dialoghi provenienti dal patrimonio culturale tipico dei paesi da cui i ragazzi rifugiati provengono. In questa occasione, Cornelia Lanz e il suo team hanno realizzato una messinscena di tipo minimalista nella quale la storia del cantore tracio viene raccontata partendo da un collage di brani provenienti da alcune tra le più famose opere dedicate al mito di Orfeo. Lo spettacolo viene introdotto da una citazione della Sinfonia dall’ Orfeo di Monteverdi e successivamente vengono eseguite arie dall’ Orfeo ed Euridice di Gluck, dall’ omonima opera di Haydn e dall’ Orfeo di Carl Heinrich Graun. Su questa base, la drammaturgia ideata da Sascha Fersch costruisce una vicenda nella quale il mito viene accostato alle guerre mediorientali, con Orfeo che si reca in Siria per ritrovare Euridice che è stata sequestrata dai terroristi dell’ ISIS.

Freies Musikzentrum Feuerbach – “Orfeo, eine transkulturelle Oper”Foto ®Stefanie Simbeck

Come accadeva per Idomeneo e Zaide, anche in questo caso l’ accostamento tra musiche provenienti da mondi culturali diversi contribuisce a creare un effetto di grande impatto emotivo, che colpisce e commuove il pubblico in maniera efficacissima. Cornelia Lanz, che oltre ad essere l’ anima del progetto è anche una cantante di ottima preparazione, si esibisce in questo spettacolo anche come violinista accompagnandosi da sola nella celebre aria che conclude il primo atto dell’ opera di Gluck nella seconda versione e impersona un protagonista davvero toccante per la stupenda intensità emotiva del fraseggio. Il giovane soprano svizzero Sela Bieri ha cantato con buona sicurezza tecnica la parte di Euridice, facendo ascoltare una discreta evidenziazione della coloratura nell’ aria dal terzo atto della partitura gluckiana. Spigliate e vivaci le due giovani cantanti siriane Walea Kanaieh e Wissam Kanaieh, che impersonavano le due raffigurazioni di Amore. Il musicista siriano Maher Amida nel ruolo di Plutone ha cantato rap in lingua araba dedicati al tema delle vicende belliche e l’ attore irakeno Ayden Antanios, che aveva messo in mostra un talento comico davvero irresistibile in Zaide, impersonava questa volta il profeta Al Mustafa che introduce e commenta la vicenda. La serata si conludeva con una canzone siriana intonate da tutti i ragazzi dell’ ensemble, con un effetto davvero toccante che ha colpito e commosso tutti gli spettatori presenti in sala. La musica può diventare un mezzo efficacissimo di amicizia e integrazione tra i popoli: questo è il messaggio più forte che una serata simile ci lascia e personalmente io vorrei auspicare che questo tipo di iniziative si moltiplichino e vengano sostenute dalle istituzioni pubbliche. Fortunatamente, qui nel Baden-Württemberg il governo sta dimostrando una buona sensibilità e disponibilità in questo senso, come del resto accade a München dove le produzioni del sodalizio Zuflucht Kultur vengono preparate e provate. Come nelle altre occasioni in cui ho assistito agli spettacoli di Zuflucht Kultur, voglio chiudere anche questo resoconto esprimendo ancora una volta i miei personali complimenti a Cornelia Lanz e alle persone che collaborano con lei nella sua associazione, per il loro impegno e con i migliori auguri per il prosieguo del loro lavoro.


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