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“Freud”, la serie di Netflix che stravolge la realtà

Creato il 01 aprile 2020 da Fabio Buccolini

La serie prodotta da Netflix sulle origini del fondatore della psicoanalisi, tra le più viste del momento, non convince a pieno, dando in pasto ai telespettatori una figura di Freud distorta dalla realtà.

“Freud”, la serie di Netflix che stravolge la realtà

“Freud” ha conquistato il primo posto nella Top 10 della settimana su Netflix quindi è legittimo che gli abbonati si domandino: ma vale veramente la pena perdere tempo nella visione?
Se la curiosità e l’interesse sono dettati dall’attrazione che il neurologo, psicanalista e filosofo austriaco ha sempre esercitato sul mondo, nella speranza d’addentrarvi nei profondi e remoti meandri della mente umana, siete ben lontani dal trovare quel che state cercando; o meglio, troverete tutt’altro.
La serie è ambientata nel 1886 a Vienna. Sigmund Freud è un giovane neurologo incredibilmente affascinato dall’ipnoterapia, scoperta durante un viaggio-studio in Francia. Tornato a Vienna inizierà a sperimentare teorie innovative, che troveranno l’opposizione di un medico tedesco molto stimato,Theodore Meynert e vede Freud sulle tracce di un serial killer, insieme ad un ispettore di polizia e una medium.
Diversamente dalle aspettative, “Freud” non si propone come un biopic sulla sua gioventù, bensì, prende tutt’altra strada presentandosi come un thriller con elementi di mistero. Si mostra un personaggio ancora giovane, inesperto e acerbo. Il Freud che viene presentato non è il filosofo che ci hanno fatto studiare a scuola, ma un uomo dipendente dalla cocaina e malvisto da tutta la comunità scientifica, che fatica a farsi un nome e non riesce a dimostrare la veridicità delle sue teorie.
Come già detto precedentemente “Freud” si prende molte libertà e seppur tratti eventi mai accaduti, non fa a meno di far cenno alla storia. Nel corso delle otto puntate, infatti, vengono presentati molti personaggi ed alcuni di questi sono figure esistite realmente, o perlomeno, ispirate ad esse. Freud, nel tentativo di dimostrare le proprie teorie, trova l’appoggio del Dottor. Josef Breuer e il disappunto del professore Theodore Meynert. Entrambi, infatti, sono personaggi realmente esistiti e per quanto riguarda il primo, ha avuto un ruolo importante nella formazione del filosofo. La stessa Fleur Salomè, uno dei personaggi principali e chiave al fine del proseguimento della trama, è ispirata ad una figura esistita realmente, Lou Andres Salomè, la quale è stata una delle muse ispiratrici più enigmatiche dell’ottocento. Il suo incontro, inoltre, ha permesso a Freud di rinnovare le proprie idee e teorizzare la dualità tra Eros e Thanatos.

“Freud”, la serie di Netflix che stravolge la realtà

L’ ipnosi, è al centro di tutto ed il modo in cui il suo studio è stato adattato al soggetto, risulta essere uno dei fattori più interessanti. D’altro canto, però, non stiamo comunque parlando di un capolavoro. Questa serie è una versione splatter di “Sherlock” e de “L’Alienista”, troppo romanzata, e tutto tranne che una serie su Freud. Meno riti satanici e sangue avrebbero dato alla produzione la vera enfasi e il cuore di cui purtroppo è sprovvista.
L’unico modo per godere della serie è vederla svuotando la mente ed ogni aspettativa; in questo modo il fantastico mondo di questo ipotetico Freud potrà, forse, sorprendervi.

FABIO BUCCOLINI


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