Future USA e futuro italiano

Creato il 06 dicembre 2013 da Capiredavverolacrisi @Capiredavvero

Raramente i parametri del mondo finanziario possono includere direttamente o menole realtà del mondo contemporaneo siano esse finanziarie che produttive. Talvolta, però, anche questo mondo può stupirci quandola rilevazione statistica come il grafico che ne consegue diventano talmente evidenti nella previsione della realtà da poter inglobare i due mondi , industriale e finanziario , nel medesimo scenario futuro ed anche unirli nelle stesse aspettative siano esse negative quanto in questo caso positive.

L’andamento dei future del shale-gas, come dimostra il grafico, evidenziano che il mercato scommette sul costante declino del prezzo del gas Usa: questo potrebbe rappresentare  un fattore negativo  per la componente  finanziaria della economia.

Quando  una materia prima presenta della aspettative di caduta così decisa per le proprie quotazioni  nel futuro certo non dovrebbe rappresentare più un fattore di “rendita di investimento” ed anzi dovrebbe trascinare al ribasso le aspettative finanziarie  dell’intero settore finanziario quantomeno quello legato alle commodities.

Invece nel caso specifico il settore finanziario ha percepito quanto sia macro economicamente  evidente che il ridimensionamento del prezzo del gas usa presenta una sicura e consequenziale  ricaduta positiva per l’intero  settore manifatturiero  statunitense. In questo senso infatti il prezzo del gas americano viene giustamente inteso  come uno dei maggiori  fattori competitivi per l’intero settore manifatturiero americano che opera  sullo scenario globale.

Va infatti ricordato, come una delle logiche conseguenze,che il settore chimico anche se a lungo osteggiato in Italia rappresenta il catalizzatore di ogni produzione manifatturiera e il suo impiego come la sua economicità si riverberano inevitabilmente su tutte le produzione: basti pensare solo per offrire un semplice dato che già ora il gas statunitense cosa 1/3 di quello europeo e ¼ di quello giapponese. L’etano, fondamentale per l’industria degli imballaggi come dei tessuti, rappresenterà un fattore competitivo decisivo per le aziende statunitensi con il suo costo inferire dell’70% rispetto a quelli dei mercati concorrenti per le aziende statunitensi.

Ancora una volta da un semplice grafico emerge la capacità di una nazione di lavorare per assicurarsi un futuro prospero in un mercato globale sempre più competitivo. Questo valore aggiunto si manifesta nella capacità di elaborare strategie economiche e individuare i mezzi finanziari e umani per il loro conseguimento.

Proprio questa assoluta mancanza di capacità di analisi ed elaborazione di politiche strategiche, comune tanto al mondo politico quanto a quello degli economisti, ci sta portando ad un irreversibile declino economico e strategico tanto da farci uscire, nel prossimo decennio dalle prime dieci potenze industriali mondiali.

La politica economica volta sempre e solo alla ricerca dell’equilibrio finanziario, per altro inevitabile in considerazione che anche con il governo Monti e Letta il debito è aumentato dal 2011 al 2013 di quasi 100 Miliardi di euro arrivando ora a 2069, tuttavia non lascia alcun margine al nostro futuro che non scaturisca dalla semplice iniziativa testarda di imprenditori privati.

Troppo poco per sperare in un futuro prospero per il nostro Paese: il declino in questa mancanza assoluta di strategie è irreversibile.


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