G5: la pillola antieta', di Ugo Spezza

Creato il 22 maggio 2013 da Estropico

Rilancio un post di Gianluigi D'Amico che mi segnalato questa notizia. Si tratterebbe di una scoperta avvenuta in Siberia per puro caso nell'azienda "Scientific Future Management", diretta dallo scienziato Andrej Bekarev.

Il farmaco in questione sarebbe stato sintetizzato per tutt'altri scopi: curare la cirrosi epatica. Eppure avrebbe rivelato inaspettate quanto straordinarie caratteristiche in fatto di medicina rigenerativa dato che la sua proprietà principale è quella di rigenerare l'organismo. Il farmaco aumenterebbe l'emissione di cellule staminali che contribuiscono alla ricostruzione degli organi e dei tessuti. I test clinici ufficiali del farmaco con la partecipazione dei volontari dovrebbero iniziare a novembre, mentre il prodotto arriverà nelle farmacie tra qualche anno. Finora, data l'elevata tollerabilità, gli scienziati lo hanno provato su loro stessi.

"Quando stavamo sintetizzando il farmaco il suo scopo era un altro, si doveva applicare in modo integrale alle citochine (i regolatori delle reazioni immunitarie), i dati dicevano che si poteva diminuire in modo considerevole le dosi di questi preparati durante le cure. Quando venne descritto il principio di funzionamento del medicinale fu chiaro che gli effetti sarebbero potuti essere molti di più. [...]. Un collaboratore dell'Istituto di ricerca scientifica aveva una malattia piuttosto seria che normalmente non ha metodi di cura, legata alle commessure, ed è arrivato a una completa guarigione. Ma un singolo risultato non dice niente, ci vuole una campionatura statistica." Ha affermato Andrej Bekarev.

Secondo le informazioni dei ricercatori gli studi pre-clinici sugli animali hanno mostrato che il G5 è in grado di curare una patologia molto diffusa e difficilmente curabile come la cirrosi epatica di origine tossica. Le cellule epatiche dei topi a cui è stato iniettato il farmaco si sono totalmente rigenerate.

"Il preparato ha un campo d'azione più ampio, ma per essere registrato si deve scegliere una sola rilevazione, dato che se ne dichiarassimo dieci, ci vorrebbero cento anni per fare i test", ha spiegato Bekarev. L'intervistato ha puntualizzato che la scelta della cirrosi epatica è legata alla possibilità di immettere più velocemente il medicinale sul mercato. A novembre i ricercatori termineranno la sperimentazione pre-clinica, quindi invieranno la documentazione con i risultati delle ricerche al Ministero della salute e soltanto quando quest'ultimo darà il via libera, gli scienziati passeranno ai test clinici.

È probabile che la medicina venga lanciata in forma di pillole o capsule, il prezzo dipenderà dal volume di produzione. "Cercheremo di farlo a basso prezzo" ha promesso uno dei ricercatori.

Durante i test pre-clinici gli scienziati hanno scoperto alcuni "effetti collaterali" che potrebbero diventare oggetto di future ricerche. "Durante lo svolgimento dei test sulla tossicità embrionale - come influisce il preparato durante la gravidanza - abbiamo ottenuto un risultato curioso. Solitamente si dà un'alta dose di farmaco, si immettono nei topi gli ovuli già fecondati e poi si guarda quanti ne rimangono in vita. Quasi il 100 per cento degli ovuli fecondati è cresciuto fino a diventare un topo adulto", ha raccontato l'intervistato all'agenzia di stampa. Gli scienziati avevano deciso che si era trattato di un errore e hanno ripetuto l'esperimento. I risultati sono stati confermati e in futuro si pensa di studiare il G5 come medicina per il ripristino delle funzioni riproduttive. Un altro esperimento scientifico dell'équipe è stato un evento sensazionale, per il quale i mass media hanno denominato il preparato la "pillola antietà". Come ha raccontato Bekarev, alcuni roditori di un anno d'età sono stati divisi in due gruppi: il primo di controllo e il secondo sperimentale. Al gruppo sperimentale è stato somministrato il farmaco per via orale.

"A 18 mesi è sorta una notevole differenza tra i topi. Più del 30 per cento di quelli di controllo sono morti di vecchiaia, tutti portavano segni di invecchiamento: perdita del pelo, artrosi delle zampe, calo di peso, cambiamento della biochimica del sangue... Il gruppo sperimentale aveva una massa corporea due volte superiore a quella del gruppo di controllo, i roditori non mostravano segni di invecchiamento, la biochimica del sangue corrispondeva ai risultati delle analisi di un topo sano", ha proseguito il direttore.

L'esperimento si è concluso, quando il gruppo sperimentale è arrivato a oltre 21 mesi di vita. I ricercatori hanno deciso di ripetere l'esperimento, questa volta non documentandolo come una prova scientifica, ma come una ricerca ufficiale.

Nonostante gli incredibili risultati Bekarev sottolinea che non ha intenzione di lanciare sul mercato una "pillola antietà", poiché i test del farmaco sull'uomo potrebbero durare cento anni. Tanto più che, secondo quanto riferito dall'imprenditore, ci sono molte teorie sull'invecchiamento. "Probabilmente il G5 può migliorare la qualità della vita, ma non allungarla. Dell'invecchiamento non sono responsabili soltanto le cellule staminali", ha precisato Bekarev.

Fonte: Russia OGGI

Ugo Spezza


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