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Generazione Amazzonia: il Futuro di un Popolo, il Futuro di un Pianeta

Creato il 05 maggio 2014 da Bostongeorge

Il 15 Giugno del 2009 MaremmaCinghiala pubblicava un articolo sulle lotte degli indios Peruviani contro il proprio Governo che vendeva pezzi di Amazzonia a compagnie estrattive straniere. C'erano stati violenti scontri nella Nazione, specie a Bagua, tra Indios e forze di polizia, con diversi morti da ambo i fronti. Da una parte l'Amazzonia ed i suoi abitanti, dall'altra il Governo che tutelava, oramai un classico della globalizzazione, le multinazionali straniere, vendendo al miglior acquirente il futuro di un paese.
Il rappresentante del gruppo indios era Alberto Pizango, in prima linea nella lotta per la sua terra.
Questo il link di quell'articolo dal titolo "La lotta degli Indios Peruviani."
Dopo quasi 5 anni cosa sta succedendo nel paese?
Quello che succede in molte aree amazzoniche: leggi applicate solo formalmente, garanzie e promesse dei colossi energetici puntualmente mancate, oleodotti che condiscono suoli ed indios con i loro veleni. Governi che parlano di "progresso irrinunciabile". Nativi sempre più esasperati e inascoltati che prendono la strada del sabotaggio e della protesta di strada.
Il Governo peruviano ha visto cambiare il suo primo ministro, dal super liberalista e grandemente responsabile della situazione nel 2009, Alan Garcia, al "nuovo" Governo di Ollanta Humala. Cambiano gli attori, ma la sostanza rimane invariata.
La legge approvata sul finire del 2011 ha sancito il diritto degli Indios di essere consultati in caso di progetti minerari, estrattivi, energetici, che interesseranno il loro territorio.
Una legge di facciata che non sembra mettere al riparo un'altra fetta amazzonica  ed i suoi abitanti, decine di migliaia di persone. Si parla, secondo "Amazon Watch", impegnata nella salvaguardia di questa distesa di verde e di vita dal 1966,  di 50 miliardi di dollari di investimenti tra le varie Compagnie straniere: gasdotti, oleodotti, ruspe, rischiosi trasporti  via fiume, disboscamento, camion, uomini ed il loro "progresso" senza futuro in uno dei santuari della biodiversità.
La nuova legge permetterà davvero agli Indios di avere finalmente una voce in capitolo? L'Art. 15 pare  rispondere a questa domanda ribadendo come  la decisione finale spetti al Governo Peruviano. Una sorta di legge per permettere alle autorità di spiegare agli Indios la bontà di ogni singolo progetto estrattivo in Amazzonia. Dei bambini da educare, non cittadini con il diritto di decidere per la loro selva.
Qui essere ambientalisti non serve, basta avere buonsenso e leggere i continui incidenti che avvengono nelle aree interessate da questo tipo di "industrie". 
Appena il 25 aprile scorso oltre 500 indigeni hanno bloccato la più grande Compagnia di Petrolio nel loro paese, l'Argentina Plus Petrol, accusata di avvelenare silenziosamente fiumi e suoli. Carlos Sandi, che guida la protesta denuncia la presenza di Cadmio nel cibo e nelle acque.
La protesta è poi rientrata quando Sandi ha accettato il patto della PlusPetrol (già condannata a pagare 13 milioni di dollari per contaminazione ambientale) di pulire l'area, compensare economicamente le popolazioni locali e costruire ponti e scuole. Ma sicuramente la battaglia avrà ulteriori capitoli.
Le misure Governative, inoltre, per avere un disboscamento controllato, si sbriciolano davanti alla corruzione, alla mancanza di un monitoraggio effettivo e capillare, in un terriorio vastissimo. Almeno il 70% delle concessioni Governative per il taglio di alberi, sono illegali (fonte "The Guardian").
Oltre il 60% del territorio peruviano appartiene alle foreste, quasi 70 milioni di ettari, l'11% dell'intera amazzonia. Prima foresta al mondo per biodiversità di uccelli e terza per quella di mammiferi. Ogni anno se ne vanno circa 300.000 ettari, un lento stillicidio, un virus silenzioso che divora il futuro di un pianeta.
Tutto questo mentre una proposta di legge del Ministro dell'Energia  Eleodoro Mayorga Alba prova a rendere meno "burocratica" la strada per le Multinazionali di ottenere i permessi per estrarre nella foresta.
Intanto comincierà tra pochi giorni il processo in Peru per i fatti del 2009 a Bagua, citati all'inizio di questo articolo.Cinquantatre cittadini, tutti leader indigeni, che rischiano pene fino a 35 anni. Il diritto di protesta viene travestito da crimine, la repressione si mimetizza con la giustizia, qui come nel resto del mondo. La torta per le risorse del pianeta ha fette sempre più sottili, ma la fame aumenta. Dai tempi dei "Conquistadores", responsabili di veri e propri stermini di massa, alle "conversioni religiose" forzate con la croce di Cristo in Latino America, , fino agli abusi "legalizzati" delle Multinazionali di oggi. La  casa è distrutta, il tuo futuro negato, i tuoi figli si ammalano e chi ti dovrebbe proteggere è la causa di tutto questo. Protesta violenta?! Hanno invertito i ruoli tra colpevole e vittima. 
L'occidente contamina con i suoi bisogni spesso inquinanti, l'occidente attrae con le sue promesse di felicità usa e getta, l'occidente impone il suo modello come un tatuaggio forzato.
Credere che il tema centrale di questo articolo sia l'Amazzonia e un gruppo di Indios è altamente riduttivo. Il Sistema attuale ha forgiato milioni di diffidenti, si è preso cura delle paure e delle ansie dei suoi abitanti, foraggiandole, alimentandole, creando barriere mentali,  dove il  "mio" prevale su  ciò che è "nostro", dove le distanze diluiscono le minaccie. Prima di essere cittadini, siamo abitanti di questo pianeta ed ogni singola azione avrà un effetto più o meno immediato e più o meno riscontrabile su di noi o sulle generazioni future. La foresta sotto casa o il polmone verde sudamericano sono le due faccie di una stessa medaglia, le lotte per la precarietà del lavoro e quelle per salvare una porzione di foresta, hanno in comune il desiderio un futuro sereno. Il nemico è uno, dal Perù al Giappone, da Dakar al polo Nord, il nemico è prevaricare su altre specie solo per il gusto di abusarne, il nemico è sfruttare, il nemico non vuole limiti, il nemico ha mille faccie, mille slogan, mille incantesimi e trucchi e si alimenta di ignoranza. 
Che senso ha coltivare il proprio orticello se siamo circondati da discariche e deserti? Visioni globali, pertecipazioni globali, amore per un pianeta di cui facciamo parte, perchè quando tutto intorno sarà compromesso ed avvelenato curare l'orticello sotto casa sarà alquanto ridicolo...maremmacinghialaaaaaaa

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