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Genova: il giorno dopo. Tra indagini per omicidio colposo e politica

Creato il 05 novembre 2011 da Yellowflate @yellowflate
genova foto facebook: filippo finotti

Genova foto facebook: filippo finotti

Rimane lo stato d’allerta due, previsto anche domenica a Genova, all’indomani della tragedia che è costata la vita a sette persone e che ha provocato danni immani. In queste ore l’allerta è estesa anche in Piemonte, in particolare nelle province di Biella e Alessandria. Il governatore, Roberto Cota ha chiesto ai piemontesi di non uscire a meno che non sia strettamente necessario nella giornata di domani, e lunedì, il sindaco di Torino, Piero Fassino ha deciso che le scuole dovranno restare chiuse.

Forse è facile accusare a cose fatte, ma le decisioni di Fassino e Cota, contrastano con quelle del sindaco di Genova, Marta Vincenzi che per chissà quali motivazioni ha deciso che tenere i ragazzi rinchiusi nelle scuole, costringendo quindi i familiari a uscire per portarceli e andarli a prendere, fosse più sicuro che tenerli in casa. Chi vi scrive si trova a Imperia, sul versante Occidentale della Liguria. Da mercoledì sentivo parlare di una possibile se non probabile alluvione nel Ponente nel fine settimana. Giovedì, il sindaco di Imperia, Paolo Strescino ha deciso che le scuole e gli edifici pubblici dovessero restare chiusi nelle giornate di venerdì e sabato.

La procura di Genova intanto ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo plurimo, mentre la Vincenzi è stata aspramente contestata dai cittadini per tutta la giornata al grido di “dimissioni”. I genovesi accusano l’amministrazione di non essere stata in grado di gestire il disastro, mancando nei lavori di manutenzione e non comunicando in tempo lo stato d’allerta. Il primo cittadino si difende, capendo però la rabbia e le ragioni di chi la contesta: «Non è vero che non abbiamo fatto niente – taglia corto la Vincenzi – se abbiamo una colpa è quella di aver fatto poco allarmismo». Per lunedì, il sindaco ha annunciato una giornata di lutto cittadino.

Sul tema della chiusura delle scuole sono intervenuti anche il Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. «È difficile decidere – ha dichiarato Burlando – se le chiudi magari ci si arrabbia, se non le chiudi idem».
«Le scuole di Genova ieri potevano essere tranquillamente chiuse per ridurre gli spostamenti – dice Gabrielli – ma bisogna decidere se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi.

Solidarietà verso le vittime e gli oltre 1500 sfollati è arrivata dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha poi dichiarato di voler “approfondire le cause della tragedia”. Emblematica la dichiarazione del Premier, Silvio Berlusconi che dice: «È evidente che si è costruito là dove non si doveva costruire, ma forse si possono trovare interventi che scongiurino il ripetersi di questi disastri e di queste tragedie».

Per L’Idv, quello che è successo a Genova e alle Cinque Terre è frutto «degli ingentissimi tagli inferti da questo governo alla difesa del suolo per un miliardo di euro e di quella politica dei condoni edilizi “a gogo” e delle sanatorie degli abusivismi con cui l’ineffabile duo Berlusconi-Tremonti ha caratterizzato la sua azione politica».

Il Partito Democratico, oggi a Roma per la manifestazione nazionale, critica le parole di Berlusconi, definendole “senza vergogna” e lancia il monito: «tutta la politica cambi scelte o l’italia si sbriciola – le migliaia di case abusive sono infatti il risultato dei due condoni che portano la firma del premier, provvedimenti che solo qualche giorno fa pensava di riproporre per l’ennesima volta tra le pieghe delle misure di risanamento finanziario del suo governo».


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