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George R.R. Martin e Raya Golden: Starport

Creato il 10 gennaio 2020 da Martinaframmartino

George R.R. Martin e Raya Golden: StarportAnche se noi possiamo leggerla da poco, quella di Starport è una storia vecchia. Si tratta infatti di una sceneggiatura che George R.R. Martin ha scritto nel 1994, come testimoniato dall'indicazione bibliografica presente sul suo sito:

"Starport"-Two-hour pilot for a Fox network television series, Columbia Pictures Television, 1994, not produced

Per lui all'epoca sarà stata una delusione enorme, una delle tante - la più grande è legata a Doorways - dei suoi anni a Hollywood, ma noi possiamo dire per fortuna. Per fortuna, perché se avessero prodotto le sue storie lui non sarebbe tornato alla narrativa e noi non avremmo avuto Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Sono consapevole del fatto che non sono complete, ma anche così possiamo leggere pagine bellissime e nella mia vita quei cinque romanzi occupano un posto molto importante.

C'è però un altro motivo per cui sono contenta che Starport non sia stato prodotto: all'epoca era impossibile rendergli giustizia. Pensiamo agli effetti speciali, soprattutto televisivi, degli anni '90: cosa avremmo avuto? Martin ha un'immaginazione molto fervida, e non penso che tutto quello che ha narrato sarebbe venuto bene a livello visivo. Ora le cose sono cambiate, ma all'epoca l'unico modo per rendere giustizia alla storia sarebbe stato attraverso una serie animata, e dubito fortemente che fosse questo il progetto. Molto meglio avere ora un graphic novel. A realizzarlo è stata Raya Golden, una giovane illustratrice che ha stretto con Martin un bel rapporto professionale. Tempo fa Golden aveva chiesto a Martin l'autorizzazione per realizzare un graphic novel da una delle sue storie, lui le aveva dato ampia possibilità di scelta, con l'ovvia eccezione di quelle storie per cui aveva già ceduto i diritti di adattamento, e lei, con enorme sorpresa di lui, aveva optato per Meathouse Man, racconto definito dallo stesso Martin "la storia più disturbante che abbia mai scritto". Io il racconto ce l'ho, nel primo volume di I canti del sogno (edizione 2016), ma non ho ancora trovato il coraggio per leggerlo. Ricordo la fatica a leggere I re di sabbia, che mi piaceva ma mi faceva anche paura, e così fino a ora ho girato al largo da quello e da altri due racconti.

Il lavoro di Golden è stato apprezzato, e lei ha realizzato anche Starport. In questo caso l'adattamento è stato più semplice, in mano aveva già una sceneggiatura e non un racconto. Per lo più i suoi disegni mi piacciono, c'è qualche tavola che mi lascia un po' perplessa ma l'impressione generale è positiva. Quanto alla storia, mi sono divertita a leggerla. C'è una trama gialla che si innesta sull'ambientazione fantascientifica, con la minaccia di un omicidio che potrebbe avere serie ripercussioni politiche, e la drammaticità di alcuni momenti stemperata da scene divertenti. I temi e i toni della storia sono ben bilanciati e, come ben sappiamo, la fantasia di Martin è notevole. Se non fosse che c'è un'altra storia di cui deve scrivere il seguito, direi che mi piacerebbe conoscere un po' meglio questo mondo.


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