Geox alla conquista della Cina

Creato il 15 ottobre 2012 da Fidya

Oggi una notizia interessante per gli amanti delle famose “scarpe che respirano“.

Ballerine LOLA Geox Marrone 100,00 €

Geox accelera lo sviluppo in Cina. Il marchio di scarpe italiano ha firmato un accordo con RI Qing, un partner cinese specializzato nel retail che lavora da numerosi anni per grandi marchi, annuncia l’azienda in un comunicato. L’accordo prevede l’apertura di 400 punti vendita, inclusi “shop in shop”, entro il 2017. “Grazie a questo accordo Geox coprirà l’insieme del territorio cinese con la sua presenza diretta”, indica l’insegna nel comunicato.

La strategia di Geox in Cina prevede un forte presidio dello sviluppo del brand e della distribuzione tramite il canale monomarca. A questo scopo è stata aperta nel mese di marzo 2012 una filiale con sede a Shanghai. Per gestire l’attività in loco sono stati chiamati due top manager provenienti da case prestigiose, precisa l’azienda nella nota. “E’ un momento importante per le nostre strategie di espansione globali”, commenta il presidente del brand Mario Moretti Polegato.

Il gruppo di Montebelluna (TV) gestirà direttamente lo sviluppo della sua presenza nelle principali città del paese, Pechino e Shanghai, dove l’azienda intende aprire 100 negozi entro il 2016. Queste aperture si aggiungono alle 30 pianificate entro il 2014 a Macao e Hong Kong, dove è stato inaugurato nel giugno scorso un flagship store a insegna Geox.”

(- Fonte-)

Si sa che il mercato cinese è tra i più popolati e potrebbe portare tanti guadagni, ma c’è da dire che sebbene Geox sembri una ditta italiana, è anch’essa “Made in China” e la cosa è davvero snervante, visto da disoccupazione dilagante. Credo che per mettere la scritta basta che solo 1 passaggio del ciclo lavorativo, per esempio il lavaggio finale o il ricamo del logo, sia fatto in Italia, che automaticamente diventa un Made in Italy. In pratica in Italia non fanno neppure la cucitura interna del logo ed è triste davvero. Posso capire i guadagni e il risparmio, ma rendiamoci conto che domani i nostri figli non avranno nulla, ancora meno di quello che abbiamo noi. Se un azienda Italiana non punta sul suo paese chi dovrebbe farlo?

E ricordiamoci che non sto parlando di scarpe da 20 €.

Oggi sono leggermente polemica.

Ritorno a studiare. (chissà se servirà con questo panorama…)

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