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Germania: perso il 75% della biomassa degli insetti alati!

Creato il 02 novembre 2017 da Deboramorano @DeboraMorano

Germania: perso il 75% della biomassa degli insetti alati!

Dopo la diminuzione di api e farfalle si e’ osservata una diminuzione di animali meno vistosi o di rilevante interesse economico come cimici, mosche e zanzare.

La moria osservata negli ultimi decenni in prati e alveari ha infatti colpito anche insetti comuni e poco appariscenti, la cui prolificità e adattabilità sembrava metterli almeno in parte al riparo da quella che sempre più ricercatori definiscono come una vera e propria estinzione di massa.

Per cercare di quantificare le dimensioni del fenomeno e comprendere le cause del declino, i ricercatori dell’Università Radboud di Nimega, in Olanda, insieme a colleghi della Società Entomologica di Krefeld, hanno condotto un ampio studio sulla biomassa degli insetti volanti, i cui risultati sono ora pubblicati sulla rivista Plos One.

Tra il 1989 e il 2016 sono stati condotti un totale di 96 campionamenti in 63 riserve naturali della Germania, coprendo un’ampia varietà di habitat come paludi, aree periurbane, dune di sabbia e terreni arbustivi.

Perché l’analisi fosse rappresentativa del paesaggio frammentato dell’Europa occidentale, la scelta è caduta su riserve di piccole dimensioni, quasi sempre circondate da terreni destinati all’agricoltura.

Per stimare la biomassa delle specie volatrici i ricercatori hanno fatto ricorso alle cosiddette trappole di Malaise, sorta di tende canadesi caratterizzate da un setto verticale interno che dirige la fuga degli insetti verso un contenitore dove rimangono intrappolati.

L’analisi mostrato uno scenario allarmante, che si spinge ben oltre le previsioni più pessimistiche: in appena 28 anni la biomassa media è crollata del 76%, raggiungendo picchi dell’82% nei campionamenti estivi.

Il declino non ha risparmiato nessuno degli habitat considerati. E secondo gli autori, non è ascrivibile ad un’unica causa quanto piuttosto a un insieme di fattori di grande scala tra i quali lo smodato uso di pesticidi, il cambiamento climatico e soprattutto la trasformazione del territorio da parte dell’uomo.

Una possibile soluzione potrebbe venire dalle città, un po’ più verdi, di cui potrebbe beneficiare non solo la salute degli insetti, ma anche la nostra.

(fonte: http://www.nationalgeographic.it)


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